Le «turbatissime visioni» di Hildegard von Bingen al Festival delle Nazioni

uno spettacolo prodotto insieme ad AGON acustica informatica

 
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Le «turbatissime visioni» di Hildegard von Bingen al Festival delle Nazioni

In occasione della sua cinquantesima edizione dedicata alla Germania, il Festival delle Nazioni presenta la prima esecuzione assoluta di «…e immediatamente diventai sapiente». Le «turbatissime visioni» di Hildegard von Bingen, uno spettacolo prodotto insieme ad AGON acustica informatica musica con musiche inedite commissionate al compositore Francesco Maria Paradiso e testi di Guido Barbieri, da un’idea di Federica Lotti. Si tratta di un racconto per voce recitante, soprano, flauto e live electronics incentrato sulla storia di Hildegard von Bingen (1098-1179), affascinante figura di religiosa medioevale che fu anche scrittrice, musicista, compositrice, filosofa, guaritrice, naturalista e molto altro.

Emanuela Faraglia voce recitante, il soprano Pamela Lucciarini, Federica Lotti al flauto e Massimo Marchi, insieme a Stefano Alessandretti, per l’elettronica e regia del suono ne saranno gli interpreti. Lo spettacolo –ha debuttato sabato 2 settembre 2017 alle ore 18.00 all’Auditorium Santa Chiara di Sansepolcro, nell’ambito della quinta giornata del Festival delle Nazioni.

«Leggere la biografia di Hildegard densa di avvenimenti interiori e pubblici, intensa di patimenti e visioni – spiega la flautista Federica Lotti – fa sgorgare in noi un’attrazione profonda: sentiamo che da lei possiamo attingere ricchezza e sacralità, come una fonte che ci mette in comunicazione con la concezione olistica di ogni creatura, per un equilibrio armonico fra mente, corpo e anima.

La preghiera, la dedizione all’osservazione, alla ricerca e allo studio, la profonda conoscenza di erbe e pietre come base terapeutica per guarire malattie e disagi, insieme ai canti sacri da lei composti celebrati dalle voci delle monache di cui Hildegard era badessa, i messaggi rivelati dalle visioni: tutto è volto a sorreggere la viriditas, il principio vitalistico che per Hildegard percorre la vita nel suo movimento.

E l’opus cordis, il lavoro del cuore che tutto amalgama e ricompone.

Pur nel privilegio del suo alto lignaggio, seppe affermare la sua autonomia di pensiero e volontà davanti ai molti che provarono a ostacolarla, avendo poi come suoi mentori e sostenitori Papa Eugenio III e Bernardo da Chiaravalle. Alle donne e agli uomini della nostra epoca, afflitti da mali molteplici del corpo come dello spirito, il messaggio di questa grande donna vissuta in un’epoca apparentemente lontanissima, distante nel tempo e nei costumi, può invece ancora rappresentare un’occasione imperdibile per incontrare se stessi nell’essenza più vera e genuina, e accrescere la consapevolezza di un vivere autentico».

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