Le prime pagine dei giornali locali e nazionali 23 novembre 2019



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Caso della maestra arrestata

C’è incredulità tra le mamme a Deruta dopo il caso della maestra arrestata. I genitori dicono che mai avrebbero pensato una cosa del genere e non credono che la maestra abbia fatto questo. L’insegnante la conoscono da tempo, fa la maestra da 30 anni e la conoscono tu e anche per questo motivo che sono increduli. Qualcuno dice: «E’ troppo presto per emettere una sentenza, per come la conosco io è impossibile». A presentare un esposto al sindaco, Michele Toniaccini, le operatrici di una Cooperativa che avevano notato gli atteggiamenti sbagliati della donna. Di lì l’avvio degli accertamenti e la decisione, il 3 ottobre, di installare in due locali dell’asilo, l’impianto di registrazione.

La maestra di 61 anni, nata a Roma e residente a Deruta, da 24 ore è agli arresti domiciliari per maltrattamenti ai danni di minori con l’aggravante di essere la loro maestra e all’interno di un istituto scolastico. Il pm ha anche chiesto la sospensione dal servizio per un anno e il gip si pronuncerà la prossima settimana. La donna è difesa dall’avvocato Brambatti.

L’interrogatorio di garanzia è stato rinviato da lunedì a venerdì prossimo per una questione legata alla disponibilità delle registrazioni che ancora il suo legale non ha potuto visionare. Nel frattempo l’insegnante è stata sospesa dal servizio: rimarrà senza stipendio, almeno fino alla revoca della misura cautelare.

L’insegnante da quanto si apprende dalla procura avrebbe maltrattato alcuni bambini di pochi mesi durante la somministrazione del pasto. «Manda giù, sbrigati… madonna ti do uno schiaffo, ti sbatto per terra». E’ quello che avrebbero registrato le telecamere nascoste all’interno dell’asilo nido. Hanno ripreso settimane di violenze, insulti e vessazioni contro piccoli di appena un anno.

Nelle carte giudiziarie è spiegato che «tale comportamento va avanti ormai da diverso tempo, almeno dall’aprile 2019, nonostante le altre dipendenti abbiano più volte fatto notare all’insegnante che i modi utilizzati non sono assolutamente adeguati al contesto».

«Le segnalazioni inizialmente effettuate dalle dipendenti della cooperativa – prosegue il giudice – sono state riscontrate dalle immagini e dalle registrazioni riprese dalle telecamere poste all’interno dell’asilo, da cui emerge una sconcertante aggressività

I video-choc, allegati all’ordinanza di custodia firmata dal gip Federica Fortunati e eseguita giovedì, confermano le denunce delle dipendenti della Cooperativa. Il sindaco ha incontrato i genitori dei bimbi che frequentano il nido. Con lui quattro membri di giunta e dalla coordinatrice pedagogica che segue la struttura.

«Spero che quello che abbiamo letto sia fortemente ridimensionato, spero ancora in un errore, ma qualcosa forse è capitato, e noi come amministrazione ci stringiamo insieme a voi».

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