Attacco russo a Sumy, 34 morti nel giorno delle Palme rassegna stampa




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Dazi USA su chip e iPhone, tensioni UE-Stati Uniti

Attacco russo a Sumy – Gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo irrigidimento delle politiche commerciali con l’introduzione di dazi sui semiconduttori e, di nuovo, sui dispositivi elettronici, in particolare gli iPhone. Una decisione che, pur temporaneamente sospesa per alcuni comparti, riapre il fronte commerciale con l’Unione Europea. La Casa Bianca ha chiarito che l’esenzione concessa ai telefonini durerà poco. Il messaggio è chiaro: l’America rilancia la sfida industriale e strategica con nuovi dazi, proprio mentre a Bruxelles si cercano soluzioni negoziali che però appaiono tutt’altro che semplici.

La tensione tra le due sponde dell’Atlantico si aggiunge al nuovo scenario bellico aperto in Ucraina, dove i missili russi hanno colpito la città di Sumy nella Domenica delle Palme, causando la morte di almeno 34 persone, tra cui anche due bambini. Oltre 100 i feriti. Immagini strazianti sono arrivate dai media internazionali, mostrando una giovane madre con la figlia, entrambe sopravvissute, tra le macerie di quella che doveva essere una giornata di festa religiosa.

Il bombardamento su Sumy ha suscitato una nuova ondata di indignazione a Washington, dove la risposta politica e diplomatica non si è fatta attendere. Le autorità statunitensi parlano apertamente di “linea rossa superata”, mentre il governo ucraino conferma che la tregua con Mosca appare oggi sempre più lontana. L’offensiva russa, che ha preso di mira anche strutture civili, riapre con forza il dibattito sulla possibilità di negoziati credibili, già messi in discussione da mesi.

In questo contesto, torna sotto i riflettori anche l’ex presidente Donald Trump, che in passato aveva fatto credere di poter gestire meglio il dossier ucraino. Tuttavia, le speranze di una sua “soluzione diplomatica” si sono rivelate infondate. La realtà, oggi, è quella di una diplomazia dei missili che continua a tenere in ostaggio milioni di persone tra Ucraina, Russia e territori limitrofi.

Nel frattempo, si moltiplicano anche le tensioni interne alle città europee. A Firenze, una nuova protesta dei residenti ha paralizzato l’area di Santa Croce, mentre in Viale Gramsci il traffico è andato in tilt per l’ennesima manifestazione. A Siena, aumentano gli allarmi per la sicurezza urbana dopo episodi di violenza verificatisi tra la folla. La sensazione è quella di un’Europa sotto pressione sia sul fronte esterno sia su quello interno.

Tornando alla questione commerciale, l’introduzione di dazi su beni ad alto contenuto tecnologico, come chip e iPhone, ha riacceso il confronto all’interno dell’Unione Europea, dove alcuni paesi, tra cui Italia e Germania, si sono detti contrari a una risposta muscolare che possa degenerare in una vera guerra commerciale. Tuttavia, la posizione americana appare inflessibile: il riequilibrio degli scambi è considerato una priorità strategica non negoziabile.

In parallelo, anche la questione della difesa europea si riaccende. Il ministro italiano della Difesa, Guido Crosetto, ha rilanciato l’ipotesi di un aumento dei fondi per gli armamenti e le scorte, anche alla luce della crescente incertezza internazionale. In un’intervista rilasciata alla stampa, Crosetto ha sottolineato che “la pace non si costruisce senza prepararsi a difenderla”, richiamando indirettamente l’esempio americano.

Da parte sua, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si prepara a un nuovo viaggio diplomatico negli Stati Uniti, dove incontrerà nuovamente Trump e altri esponenti della destra americana. Il dossier centrale sarà proprio quello commerciale, con un tentativo di riaprire un dialogo che miri a una zona di libero scambio rafforzato tra USA e UE, pur nei limiti imposti dalla crisi ucraina e dal riarmo globale in corso.

Sul fronte mediorientale, il conflitto a Gaza non accenna a fermarsi. L’ultimo ospedale funzionante è stato colpito da un raid, secondo fonti locali. Anche in questo caso, l’attenzione della diplomazia internazionale sembra concentrarsi solo a tratti, incapace di gestire contemporaneamente più fronti.

In Israele, le tensioni politiche interne non frenano la linea dura del governo Netanyahu, che continua a sostenere operazioni militari senza tregua. Nelle zone limitrofe, migliaia di sfollati vivono in condizioni estreme, in quella che viene sempre più descritta come una crisi umanitaria permanente.

Intanto, si fanno largo nuove figure diplomatiche all’interno dell’arena internazionale. In particolare, si parla di almeno cinque donne statunitensi che potrebbero essere candidate a rappresentare l’Europa in futuri scenari di negoziazione. La loro eventuale nomina segnerebbe un passo importante nel riconoscimento del ruolo femminile nelle relazioni internazionali, ancora largamente dominato da figure maschili.

Nel panorama sportivo e culturale, l’attenzione si è momentaneamente spostata su altri fronti: il derby della capitale si è concluso senza vincitori, mentre la Formula 1 ha visto la vittoria di Piastri con la Ferrari relegata fuori dal podio, nonostante la buona prova di Leclerc.

Infine, sul piano economico, l’Italia ha rilanciato il suo piano “Dazi Zero”, che punta a creare un nuovo equilibrio con gli alleati storici, ma anche con i partner emergenti. La scommessa è alta, e il confronto con la Casa Bianca sarà determinante per capirne l’esito.

La settimana che si apre porta dunque con sé i segnali di una tensione crescente su più piani: commerciale, militare, diplomatico. E mentre Mosca continua a bombardare, l’Europa resta divisa sul come rispondere, tra chi invoca fermezza e chi preferirebbe la via della trattativa.

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