Omicidio Marra, Umberto Bindella è stato assolto per non aver commesso il fatto

Il pm Giuseppe Petrazzini aveva chiesto per lui 24 anni di reclusione

Omicidio Marra, Umberto Bindella è stato assolto per non aver commesso il fatto

PERUGIA – Umberto Bindella è stato assolto per non aver commesso il fatto. Non è stato lui a uccidere e occultare il cadavere di Sonia Marra, la studentessa pugliese scomparsa il 16 novembre 2006 da Perugia: il suo corpo non è mai stato trovato. Dopo quasi cinque ore di camera di consiglio e undici anni dalla scomparsa, i giudici della Corte d’assise hanno emesso il primo verdetto per l’omicidio di Sonia Marra. Umberto Bindella, accusato di omicidio e di occultamento di cadavere, è stato, dunque, assolto per non aver commesso il fatto. L’altro imputato, Dario Galluccio, il finanziere accusato di favoreggiamento, è stato assolto perché il fatto non sussiste. Presente tutta la famiglia Marra, rimasta in silenzio alla lettura del dispositivo. I due imputati invece non erano presenti alla lettura della sentenza.

Il pm Giuseppe Petrazzini aveva chiesto per lui 24 anni di reclusione: per l’accusa, Bindella l’avrebbe uccisa per motivi passionali, ma l’ex forestale di Marsciano si è sempre detto innocente.

Sonia Marra, come detto, è scomparsa da Perugia il 16 novembre 2006, da lì un lungo calvario per la famiglia e per gli imputati nel processo. Un processo lunghissimo iniziato del 2011 e poi quasi ricominciato nel 2015 quando cambiò il collegio giudicante a causa di un nuovo incarico per uno dei giudici. L’istruttoria dipartimentale fu allora parzialmente riaperta anche se si concordò di risentire soltanto 17 dei 200 testimoni. Quasi 70 le udienze che hanno tenuto per anni in sospeso le vite dei soggetti coinvolti in questa vicenda.

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