Via libera alla riforma della giustizia, ora la parola agli italiani, rassegna stampa del 31 ottobre 2025

Approvata la separazione delle carriere, referendum in primavera

Con l’approvazione definitiva al Senato, la riforma della giustizia che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri diventa legge. Dopo trent’anni di dibattiti, il Parlamento chiude il percorso legislativo e affida ai cittadini l’ultima parola con un referendum previsto per la primavera del 2026, tra marzo e aprile.

La premier Giorgia Meloni ha definito il risultato un momento storico per il Paese, sottolineando che la riforma rappresenta un cambio di paradigma nell’assetto della giustizia italiana. Il governo parla di “giusto processo” e di un sistema più equilibrato tra accusa e difesa, mentre l’opposizione denuncia il rischio di un accentramento del potere esecutivo e di un indebolimento dell’autonomia della magistratura.

Il provvedimento prevede la netta separazione dei percorsi professionali tra magistrati requirenti e giudicanti, istituendo due distinti Consigli Superiori della Magistratura. La riforma, fortemente voluta da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, trova l’opposizione compatta del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, che hanno annunciato di voler sostenere il fronte del “no” al referendum confermativo.

Parallelamente alla riforma, il governo affronta il nodo del ponte sullo Stretto di Messina. Dopo il rinvio da parte della Corte dei Conti, il Ministero delle Infrastrutture ribadisce la volontà di avviare i cantieri entro il 2026. Il vicepremier Matteo Salvini parla di una “battaglia contro la burocrazia”, mentre i magistrati contabili chiariscono che il loro non è stato un rifiuto ma una richiesta di ulteriori verifiche tecniche.

Sullo sfondo, proseguono le tensioni internazionali: Donald Trump, tornato alla ribalta politica statunitense, ha annunciato la ripresa dei test nucleari, mentre la Cina di Xi Jinping conferma una tregua commerciale annuale con Washington. In Europa, la Banca Centrale mantiene invariati i tassi d’interesse, segnalando prudenza di fronte alle incertezze economiche e geopolitiche.

Sul fronte interno, si discute anche della legge di bilancio, con l’opposizione che accusa il governo di privilegiare le spese militari a scapito di politiche economiche e sociali. Dalla Corte dei Conti arriva un nuovo richiamo sulla necessità di tenere sotto controllo i conti pubblici, mentre il ministro dell’Economia rassicura sulla tenuta finanziaria del Paese.

Tra le cronache giudiziarie, resta aperta l’inchiesta sull’ex procuratore aggiunto di Pavia accusato di corruzione per presunte irregolarità nell’archiviazione del caso legato all’omicidio di Chiara Poggi. Sotto indagine anche il padre di Andrea Sempio, sospettato di aver versato somme di denaro per ottenere la chiusura del fascicolo.

Intanto, a Norcia, la Basilica di San Benedetto – distrutta dal sisma del 2016 – è stata riaperta al pubblico dopo anni di lavori di ricostruzione. La cerimonia, alla presenza di autorità civili e religiose, ha restituito alla città un simbolo di rinascita e identità.

Sul versante culturale, Perugia celebra l’apertura della “Città del Cioccolato”, il più grande museo esperienziale al mondo dedicato al cacao, nato da un progetto pubblico-privato da sei milioni di euro.

Un’Italia dunque sospesa tra le riforme istituzionali e la memoria dei suoi luoghi, in un fine ottobre segnato da svolte politiche, tensioni internazionali e segni di ricostruzione.

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