TG dell’Umbria della sera di Umbria Journal TV del 30 giugno 2019 1


TG dell’Umbria della sera di Umbria Journal TV del 30 giugno 2019

Daspo per una romena di 20 anni si prostituiva vicino la chiesa

Una romena di 20 anni offriva sesso a pagamento nei pressi della Chiesa di Ponte San Giovanni. La giovane, che non ha precedenti penali, era stata fatta oggetto di un allontanamento emesso dai Carabinieri di Ponte San Giovanni per atti contrari alla pubblica decenza. A seguito della violazione del regolamento di Polizia urbana è stata fatta oggetto di un daspo del questore che le impedirà di ritornare nelle zone adiacenti la chiesa di Ponte San Giovanni. Il fatto ripropone il problema della prostituzione nei pressi del luogo di culto ponteggiano.


Dopo l’assoluzione di Umberto Bindella parla Anna Marra la sorella di Sonia la studentessa pugliese

 

«Non avremo mai pace. Senza giustizia non c’è pace». Così la sorella di Sonia Marra, Anna, dopo l’assoluzione in Corte d’Assise d’Appello di Umberto Bindella, unico indagato per la morte e l’occultamento di cadavere della studentessa 24enne di Specchia.

Anna, in una intervista rilasciata alla Nazione Umbria dice che si batte da allora per conoscere la verità, per sapere cosa sia accaduto alla sorella. «Sonia è stata uccisa da qualcuno di cui si fidava, che conosceva. E chi l’ha uccisa ha fatto sparire il corpo. Ed è questa la cosa che tormenta di più me e la mia famiglia».

La sorella ha poi raccontato alla Nazione: «Sonia non si è allontanata di sua volontà, non lo avrebbe mai fatto. Viveva a Perugia da sola, perché andarsene? E poi non avrebbe lasciato nella disperazione la sua famiglia, ci amava troppo. Sonia aveva qualcuno di cui si fidava e quel qualcuno l’ha tradita uccidendola».

E infine «La mia vita si è fermata quando hanno interrotto quella di mia sorella. All’inizio pensavo di poterla portare a casa. Poi è successa una cosa, in una cappellina di Monteripido: mi rivolgevo a Gesù, in quei giorni e gli chiedevo di darmi un segnale, un’indicazione, qualcosa. In uno di quei momenti di preghiera ho visto mia sorella distesa sull’altare, morta con le braccia al petto e tre fiori in mano. Sopra di lei c’erano tre figure: una ero io, più vecchia, più stanca. Come sono ora. Quella volta, in realtà, ho avuto una risposta. Una risposta di morte».


Daspo del questore per mendicante violento, dormiva al pronto soccorso

Daspo per un mendicante, 44enne, di origine moldava, senza fissa dimora, con diversi precedenti di polizia per maltrattamenti in famiglia, minaccia, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, ingresso e soggiorno illegale, violenza privata.

L’uomo, già più volte sanzionato per la violazione dell’Ordinanza Sindacale che fa divieto di mendicare a 500 metri di distanza dai luoghi di culto, che gli sono valse multe per un totale di 2.250 euro, veniva anche più volte fermato per aver esercitato il commercio su area pubblica senza la prescritta autorizzazione, portandosi a casa sanzioni per 55.000 euro.

L’uomo inoltre veniva sorpreso dagli agenti della locale Polizia Municipale a dormire nella sala d’attesa del Pronto Soccorso del locale nosocomio, senza che lo stesso avesse esigenze di carattere sanitario e pochi giorni dopo, una seconda volta, presso la sala CUP, tenendo così una condotta che limitava la libera accessibilità e fruizione in uno dei luoghi indicati dal Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Assisi.

In entrambe le occasioni l’uomo veniva sanzionato per lo stazionamento abusivo ed emesso nei suoi confronti l’ordine di allontanamento previsto.

Vista la reiterazione delle condotte e i profili di rischio per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, il Questore emetteva a suo carico il provvedimento che fa divieto per un periodo di 6 mesi, salvo urgenti e dimostrabili esigenze mediche, di accedere all’area dell’Ospedale di Assisi.


Due nigeriani non potranno più avvicinarsi alla Basilica di Santa Maria degli Angeli per sei mesi

Scattano altri Daspo Urbano. Questa volta i destinatari del provvedimento del Questore della Provincia di Perugia sono stati emessi nei confronti di tre soggetti nel territorio assisano e di una donna nel territorio di Ponte San Giovanni.

Due Daspo sono stati emessi nei confronti di altrettanti cittadini di nazionalità nigeriana, ambedue residenti a Perugia e regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale.Si tratta di un 37enne, già denunciato per resistenza a pubblico ufficiale dagli uomini della Polizia di Stato del Commissariato P.S. Assisi e destinatario della misura di prevenzione dell’Avviso Orale emesso dal Questore di Perugia e di un 32enne, incensurato. Entrambi sono stati sorpresi più volte dai poliziotti mentre erano intenti a svolgere l’attività abusivanell’area antistante la Basilica di Santa Maria degli Angeli e di conseguenza raggiunti dai relativi ordini di allontanamento previsti dalla legge.

I due, proprio perché recidivi, venivano denunciati dal Commissariato P.S. Assisi perché reiteravano l’attività di parcheggiatore abusivo.

Per tali motivi, ritenendo emergenti profili di rischio per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, il Questore emetteva a loro carico il provvedimento che fa divieto per un periodo di 6 mesi di accedere nelle aree limitrofe alla Porziuncola.


Torna la magia e la poesia dei fiori a Castelluccio, video della Fiorita

di Marcello Migliosi
Torna la magia e la poesia dei fiori a Castelluccio di Norcia. Un profluvio di colori, di tanti piccoli e coraggiosi steli che sorreggono, insieme ai petali, la speranza per il ritorno alla bellezza di un tempo di quella che, a tutti gli effetti, era la “Perla dei Sibillini”, Castelluccio di Norcia. Anche quest’anno, come sempre nonostante il disagio creato dal terribile sisma, sul Pian Grande – per ammirare quei colori della natura che non han eguali al mondo – sono arrivati i turisti.

La Fiorita di Castelluccio è uno degli spettacoli naturali più incredibili al mondo. Quella di quest’anno, più che mai, vuol essere la fiorita della rinascita, la fioritura che esorcizza il dolore e che vuol lasciare alle spalle uno dei periodi più drammatici della storia del magico borgo nursino. Il terrificante leviatano del 2016 non ha però spezzato la forza dei Castellucciani, non ha fiaccato la loro volontà di rinascere.

La loro anima è come il colore dei fiori, si rinnova ogni anno, e ogni anno – pur scendendo a patti con una natura a volte maligna e cattiva -, rinasce svettando verso il cielo con i suoi petali dai mille colori.

Castelluccio, i suoi fiori, il Pian Grande vogliono lasciarsi alle spalle le lacrime del dolore, il pianto del dramma, e alimentare il cuore della speranza. Quella speranza che fa di Castelluccio e del suo popolo – gente antica e indistruttibile – una sorta di tutt’uno magico con la terra che gli ha dato la vita.

 

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