‘Ndrangheta in Umbria, titolare del bar dell’Hinterland Perugino torna libero



‘Ndrangheta in Umbria, titolare del bar dell’Hinterland Perugino torna libero

Il titolare del bar dell’Hinterland dei Ponti è tornato in libertà, con obbligo di dimora. L’uomo, coinvolto nell’indagine della Dda di Catanzaro sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Umbria, quale partecipe di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga.

Lo ha deciso il Tribunale del riesame calabrese. Lo rende noto il suo difensore, l’avvocato Rita Urbani. Il collegio ha annullato il provvedimento del gip che aveva applicato la misura cautelare.

Il legale ha evidenziato la “totale estraneità” alle “gravi accuse originariamente mosse a suo carico” che “sottoposte al vaglio del Tribunale della libertà si sono rivelate infondate”.

I fatti: L’attività principale di Ribecco, secondo gli investigatori diretti dal procuratore Nicola Gratteri (Nella foto ndr), consisteva proprio nell’importare quantità notevoli di droga dalla Calabria per poi curarne, anche attraverso il gruppo perugino, la rivendita.

Un gruppo di spaccio riunito nel bar dell’hinterland Perugino. Gestore e avventori impegnati a smerciare la cocaina consegnata loro da Ribecco – secondo gli investigatori della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro – «soggetto di spicco e referente della ‘ndrina operante sul territorio umbro di cui alla locale di San Leonardo di Cutro».

Nelle oltre 1500 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, “si evidenziava la figura del barista perugino, già titolare di un bar del Ponteggiano esercizio commerciale dove era, secondo gli investigatori, particolarmente manifestata l’attività di spaccio di cocaina importata”. Droga per il mercato perugino, quindi, con base nevralgica nel bar gestito da chi oggi è tornato in libertà.

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