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Inchiesta della criminalità organizzata sulla presenza della ‘Ndrangheta a Perugia

I giudici del Riesame hanno rigettato i vari ricorsi presentati dalle persone finite in manette lo scorso dicembre in seguito all’inchiesta della criminalità organizzata sulla presenza della ‘Ndrangheta a Perugia. E’ quanto scrive il Messaggero Umbria di oggi.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Antonio Ribecco era l’elemento di spicco e il referente principale dei clan crotonesi. I tre perugini coinvolti continuano a rivendicare attraverso i propri legali l’estraneità, nonostante dalle intercettazioni sembri apparire un ruolo attivo soprattutto nella ricerca di altri perugini ricchi a cui vendere la droga.

Misure confermate anche per i laziali che operano nel territorio umbro. Il gip di Catanzaro rileva come «si tratta di soggetti messi a disposizione del locale di San Leonardo di Cutro e che risultano coinvolti in numerose attività di natura economica. Di non poco rilievo indiziario si rivelano i contatti con Cosimo Commisso che si trasferisce a Perugia al fine di scontare la detenzione domiciliare e che intrattiene rapporti con Ribecco Antonio».

Un sodalizio mafioso – continua il Messaggero – che, a Perugia, secondo gli investigatori ha in Antonio Ribecco il suo apice. Secondo le indagini è dimostrato anche dalla partecipazione di Ribecco ad alcuni eventi in cui si confrontano i capi. Il primo caso è quello della visita al Santuario della madonna di Polsi. «Il Ribecco viene invitato inoltre a matrimoni di “rispetto”.

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