Governo, Un nulla di fatto e la palla passa di nuovo al Colle, altra consultazione e poi…

 
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Governo, un nulla di fatto e la palla passa di nuovo al Colle Dopo il fallito tentativo di accordo tra Pd-M5S la palla torna di nuovo al Colle. Sono diverse le ipotesi sul tavolo: tra queste, quella di un governo di tregua che accompagni il Paese a nuove elezioni nel 2019.

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Governo, un nulla di fatto e la palla passa di nuovo al Colle Dopo il fallito tentativo di accordo tra Pd-M5S la palla torna di nuovo al Colle. Sono diverse le ipotesi sul tavolo: tra queste, quella di un governo di tregua che accompagni il Paese a nuove elezioni nel 2019.

Il presidente Sergio Mattarella svolgerà nuove consultazioni in un’unica giornata, quella di lunedì.  Nuovo giro di incontri quindi, per verificare se i partiti propongano altre prospettive di maggioranza di governo. Altro tempo. Tre giorni interi. Tre giorni per cercare di trovare una quadra. Il presidente ha già concesso tempo, tanto ai 5 stelle quanto alla Lega di Salvini, ma dal 4 marzo non è stato fatto nessun passo verso la formazione di un nuovo governo.

Si ritorna al Quirinale

Un nulla di fatto e la palla passa di nuovo al Colle. Diverse le ipotesi sul tavolo e poche certezze. Dopo il fallito tentativo di accordo tra M5S e Partito democratico, sembra di fatto scartata anche l’ipotesi di un preincarico. Nonostante le pressioni di Salvini, il presidente Mattarella non sembra considerare l’ipotesi di un incarico di governo alla Lega supportata dall’intero centrodestra. E tra i vincitori i rapporti sembrano sempre più tesi. Tra insulti e minacce di querele, un possibile accordo tra i due leader sembra, al momento, impossibile. Di Maio accusa Salvini di “dipendere” economicamente dal Cavaliere a causa dei guai finanziari del Carroccio. “Se la scelta è tra le elezioni o Berlusconi, si torni subito al voto” – attacca il capo dei pentastellati – “il ritorno alle urne non spaventa il movimento”.

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Matteo Salvini risponde con durezza e minaccia querele, ma alla fine si dice disponibile a mettere da parte le polemiche per aprire uno spiraglio. Sembra non voler rinunciare ad un’ultima possibilità di dialogo e alla formazione di un governo. “Se il presidente Mattarella ci chiama non ci tireremo indietro – ha dichiarato – se però non dovesse funzionare resterebbero soltanto le elezioni”.

 

 

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