Cosa rischia Italia se scattano i dazi di Trump vediamolo nel video


 04/30/2018 Cosa rischia l’Italia se scattano i dazi di Trump La «mancanza di chiarezza» sull’esclusione dell’Unione europea dai dazi Usa sull’import di acciaio e alluminio, dopo l’incontro a Bruxelles tra la commissaria Ue Cecilia Malmström e il Rappresentante per il commercio Usa, Robert Lighthizer, aumenta il timore di una guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti. Una prospettiva che non piace a nessuno, perché rischia di frenare la ripresa dell’economia globale, nel momento in cui la Banca centrale europea si prepara a normalizzare la politica monetaria della zona euro. Se da una svolta protezionistica nessuno ci guadagna, uno scontro sui dazi, rendendo più costosi i prodotti venduti sui mercati esteri, penalizza soprattutto i grandi esportatori. Come l’Italia, salito all’ottavo posto, prima della Francia, nella classifica dei principali mercati da cui compra l’America, che è il terzo mercato di destinazione per i prodotti italiani.

Nel 2017, su un export totale di 448 miliardi, il nostro Paese ha venduto merci e servizi per 40,5 miliardi di euro negli Stati Uniti, con un interscambio complessivo di 55,5 miliardi, segnala l’Istat. Dal 2009 a oggi le esportazioni verso gli Usa sono cresciute 137%, calcola l’Osservatorio economico del Mise, mentre l’attivo della bilancia commerciale italiana l’anno scorso, per la prima volta, ha oltrepassato i 25 miliardi. A rischio non sarebbero solo i prodotti e i semi lavorati di acciaio e alluminio, circa 500 mila tonnellate per un fatturato intorno ai 700 milioni di dollari l’export verso gli Usa secondo Federacciaio.

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“Siamo pazienti, ma allo stesso tempo pronti”. Questa la posizione della Commissione europea sulla decisione degli Usa relativa ai dazi su acciaio e alluminio. Il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas, ha ribadito che “i contatti sono in corso” e h annunciato in giornata una telefonata tra la commissaria al Commercio Ue Cecilia Malstrom e il segretario Usa al Commercio Wilbur Ross. Schinas ha aggiunto che a seconda degli sviluppi della vicenda, il tema sara’ sul tavolo del Collegio dei commissario che si riunisce dopodomani a Bruxelles.

Confagricoltura ribadisce che va “assolutamente scongiurata” una guerra commerciale

Confagricoltura ribadisce che va “assolutamente scongiurata” una guerra commerciale; la necessita’ e’ semmai quella di piu’ regole e piu’ accordi. “Le guerre dei dazi rischiano di accrescere squilibri di mercato – evidenzia il presidente Massimiliano Giansanti – si parte dall’ acciaio, ma si puo’ arrivare facilmente all’ agricoltura e all’ agroalimentare, con effetti molto negativi per un Paese come il nostro. Nel rispetto del ruolo del lavoro e in ossequio alla sicurezza alimentare che deve sempre essere al centro della nostra azione, quello che dobbiamo perseguire e’ l’ abbattimento delle barriere tariffarie e non tariffarie”.

Nell’ epoca degli accordi bilaterali basta che una delle parti non sia d’ accordo per trovarsi di fronte all’ imposizione di dazi. “Nel solco della nostra tradizione – continua Giansanti – sollecitiamo il ritorno ad accordi multilaterali capaci di valorizzare le nostre produzioni di qualita’ “. A parere di Confagricoltura l’ Europa deve essere compatta e dura nei confronti di questo approccio alla politica commerciale di Trump, arrivando a chiedere l’ apertura di un panel del Wto.

Competitivita’ dell’ impresa

“Al centro – conclude Giansanti – deve rimanere sempre la competitivita’ dell’ impresa, per la quale e’ di primaria importanza un’ azione forte a livello comunitario”. A tal proposito, Confagricoltura sottolinea le prime indiscrezioni che circolano sul budget Ue per il periodo 2020/2027, che saranno presentate il 2 maggio: se, come sembra, la Pac subira’ un taglio del 6% (con un contributo degli Stati membri che dovrebbe aggirarsi intorno all’ 1,13% – 1,18%), la proposta di Mff prevederebbe un ‘ capping’ per le aziende agricole pari a 60.000 euro.

“Tale massimale di aiuti se mantenuto – conclude Giansanti – avra’ un impatto negativo sulle medie e grandi imprese agricole, le uniche in grado di garantire posti di lavoro, qualita’ , innovazione e sicurezza alimentare”.

 

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