VIdeo rassegna stampa sfogliabile e scaricabile del 16 maggio 2019


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Aggressione a Fontivegge, la Questura caccia, da Perugia, lo straniero violento

A carico di un cittadino ucraino, di circa 40 anni, con precedenti di polizia per ubriachezza, resistenza e oltraggio a Pubblico ufficale oltre a reati contro la persona, senza residenza né fissa dimora e senza alcuna attività lavorativa, il Questore della Provincia di Perugia provvedeva ad emettere, ricorrendo i presupposti di pericolosità previsti dalDecreto legislativo n. 159/2011 (Testo unico antimafia), il FOGLIO DI VIA OBBLIGATORIO, con divieto per lo stesso di fare ritorno nel Comune di Perugia per la durata di anni tre, senza la preventiva autorizzazione da parte della locale Autorità di Pubblica Sicurezza.

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Lo stesso si era reso protagonista, nel quartiere Fontivegge, di un episodio nel quale, completamente ubriaco, entrava in un bar pretendendo la somministrazione di un caffè; nella circostanza l’uomo veniva allontanato dal locale grazie all’intervento di un dipendente e dell’altro titolare dell’esercizio, venendo successivamente rintracciato dalle Forze dell’Ordine intervenute in loco e sanzionato in via amministrativa per lo stato di ubriachezza.

Ricordiamo che del fatto si era interessato lo stesso Sottosegretario all’InternoStefano Candiani.


Inchiesta sanità, Bocci vuole tornare libero e chiede di essere interrogato

Gianpiero Bocci vuole tornare libero ed  pronto a parlare con il gip. L’ex sottosegretario all’Interno e già segretario regionale del Pd umbro ha chiesto attraverso i suoi legali l’interrogatorio al giudice Valerio D’Andria e la revoca della misura cautelare. Lo riportano oggi i quotidiani.

Vuole tornare libero perché sono venute meno le esigenze cautelari di inquinamento probatorio, a fronte delle indagini svolte successivamente dalla procura.

E pronto spiegare il perché di quelle intercettazioni ambientali – scrive la Nazione Umbria – che lo indicano quale manovratore politico dei concorsi, capace di avere notizie riservatissime per sviare le indagini in corso.

Gianpiero Bocci, come Emilio Duca e Maurizio Valorosi, si trova agli arresti dallo scorso 12 aprile e deve rispondere di abuso d’ufficio, falso e rivelazione di segreto d’ufficio. In particolare Bocci – questa la ricostruzione delle fiamme gialle e della procura di Perugia – avrebbe raccomandato alcuni candidati ai concorsi pubblici del Santa Maria della Misericordia, facendosi consegnare le tracce delle prove.

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