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Manovra: Boeri attacca, e’ contro le famiglie

Duro attacco del presidente dell’ Inps, Tito Boeri, ai due provvedimenti cardine della manovra del governo giallo-verde: quota 100 e reddito di cittadinanza. “Sulle pensioni anticipate – dice Boeri in un’ intervista a La Stampa – i soldi previsti non basteranno. Dobbiamo ancora fare le ultime valutazioni sul decreto, ma il rischio di non rispettare il tetto di spesa c’ e’ . E le tasse sono destinate ad aumentare. La durata triennale potra’ spingere ad anticipare le uscite soprattutto nel privato e il divieto di cumulo e’ sbagliatissimo: finira’ per alimentare il lavoro nero. Ci obblighera’ a mandare ispettori per controllare che non versino i contributi!”.

Ma Boeri ne ha anche per il reddito di cittadinanza che, a suo parere, “va contro le famiglie. Io ero e sono favorevole a una misura di sostegno alla poverta’ e ho apprezzato il fatto che le ultime bozze si sono avvicinate a una estensione del reddito di inclusione in vigore. Ma e’ vero che nel testo ci sono diverse incongruenze.

La misura spiazza il lavoro al Sud. Un single con reddito zero puo’ aspirare a 9.360 euro all’ anno: sa quanti sono i lavoratori dipendenti al Sud che hanno redditi da lavoro inferiori a quella somma? Il 43 per cento. Cio’ significa che quasi un giovane su due da quelle parti potra’ essere messo di fronte a due alternative entrambe allettanti: smettere di lavorare o essere pagato in nero per ottenere comunque il sussidio“. Boeri sottolinea poi che il provvedimento “penalizza le famiglie numerose dove sono concentrati i poveri. Una famiglia con tre figli prende il doppio di un single, una famiglia con cinque figli lo stesso”.

Una battuta infine sulla prossima sua uscita dall’ Inps, visto che il mandato scade a febbraio. Boeri e’ convinto che l’ istituto non vada commissariato. “Dovrebbero avere da tempo individuato un sostituto – dice – anzi faccio un appello al governo perche’ faccia in fretta: prima lo nominano, piu’ tempo avro’ per un serio passaggio di consegne”. Fra reddito di cittadinanza e quota 100, conclude Boeri, “c’ e’ da gestire una mole di lavoro impressionante”.

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