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Bambino di due anni ucciso e portato al supermercato, la madre è in carcere

Il pubblico ministero Manuela Comodi ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto la donna ungherese di 43 anni sospettata di aver ucciso a coltellate il proprio bambino di due anni nel pomeriggio di venerdì a Po’ Bandino. La donna al termine di un lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Città della Pieve, verso le 3 del mattino è stata accompagnata in carcere a Capanne. L’accusa è di omicidio volontario aggravato. L’indagata – da quanto si apprende non avrebbe confessato il delitto.


di Marcello Migliosi e Morena Zingales


La donna, intorno alle 16, in pieno stato confusionale era entrata nel supermercato di Po’ Bandino con il bambino di due anni morto tra le braccia e chiedendo aiuto ha poi adagiato il corpo del piccolo sopra il nastro trasportatore delle casse. Inutili i tentativi di rianimazione, il piccolo, che si chiamava Alex, era già morto.

Bambino di due anni ucciso e portato al supermercato, fermata la madre 🔴📸 FOTO E VIDEO

  • I fatti

Un bambino di circa due anni morto e con delle ferite da arma da taglio, all’addome e al collo secondo le prime informazioni, è stato portato da una donna, in un supermercato di Pò Bandino, frazione di Città della Pieve. La tragedia intorno alle 16 di venerdì 1 ottobre 2021.

La donna di 43 anni di origine ungherese – dalle prime informazioni – sembrerebbe sia entrata nel supermercato chiedendo aiuto. Tra le braccia, il corpo insanguinato del bimbo che ha poi adagiato sul nastro trasportatore della cassa. Immediato è stato l’intervento dei carabinieri e degli operatori del 118 sul posto: quest’ultimi non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del piccolo.

Indagini dei carabinieri, guidati dal neo comandante, il capitano Luca Battistella, per ricostruire cosa sia successo. I militari hanno sentito la donna di origine ungherese, in stato confusionale. Si tratterebbe della madre del bambino che si chiamava Alex. Omicidio l’ipotesi di reato per la quale procede la procura di Perugia che sta cercando di ricostruire quanto successo.


I testimoni hanno spiegato che sul corpo del piccolo erano state inferte diverse ferite di coltello non solo all’addome, ma anche al torace e addirittura al collo. Ancora da chiarire come e da chi siano state provocate le ferite.

  • La posizione della donna è ora al vaglio dell’Autorità giudiziaria

La donna è stata condotta in caserma, dove gli inquirenti in serata l’hanno messa in stato di fermo. Secondo le prime informazioni, avrebbe fornito versioni contrastanti sulla dinamica degli eventi. Sul posto sono subito intervenuti il medico legale Laura Panata e il sostituto procuratore di turno, Manuela Comodi.

Le indagini immediatamente avviate dai Carabinieri di Perugia e di Città della Pieve sono orientate alla ricostruzione dei movimenti della donna e del bambino, per individuare i luoghi in cui sono recati e accertare, quindi, l’eventuale coinvolgimento di terzi.

L’area del piazzale del supermercato è blindata per i rilievi del caso. Nei pressi del supermercato è stato trovato un passeggino sul quale sono ora in corso accertamenti degli investigatori. L’aggressione potrebbe essere avvenuta lì dentro dove si sono concentrate le attenzioni dei militari che, tra le altre cose, insieme a tracce ematiche, hanno repertato e sequestrato un coltello. Nel corso delle indagini sono state prese a verbale le dichiarazioni di alcuni testimoni che sostengono di aver visto la donna attraversare la strada con il bambino in braccio.

La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio. Stando a quanto si è appreso la donna vive a Roma ma negli ultimi giorni si era trasferita a Chiusi, in compagnia del piccolo, ospite a casa di un amico. Quindi da stabilire anche come e perché siano arrivati a Città della Pieve. Il padre del bimbo, invece, vive in Ugheria. Si indaga per presunto omicidio. Ma non si escludono anche altre piste.


 

 

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