Ai domiciliari l’ex assessore D’Atanasio e l’imprenditore Catella
Il giudice per le indagini preliminari di Milano ha disposto sei misure cautelari nell’ambito di una vasta inchiesta sull’urbanistica milanese. Le ordinanze, eseguite dalla Guardia di Finanza su richiesta della Procura, coinvolgono figure chiave del settore edilizio e amministrativo, tra cui l’imprenditore Manfredi Catella e l’ex assessore Tancredi e Marinoni, entrambi finiti agli arresti domiciliari.
Il provvedimento è stato adottato in seguito a un’indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia che ipotizza un sistema consolidato di relazioni opache tra funzionari pubblici e operatori privati, finalizzato alla manipolazione dei processi decisionali nel campo della pianificazione urbanistica. A vario titolo, gli indagati rispondono delle accuse di corruzione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta.
Le misure restrittive, secondo quanto riportato da Il Messaggero, derivano da gravi elementi indiziari emersi da intercettazioni, documentazioni sequestrate e testimonianze raccolte negli ultimi mesi. Il giudice ha inoltre riconosciuto la sussistenza di un “sistema consolidato” in grado di influenzare l’assegnazione di appalti e concessioni, con finalità non sempre trasparenti.
La posizione del sindaco Giuseppe Sala, pur citata più volte nel dibattito pubblico, non risulta al momento oggetto di provvedimenti giudiziari. L’accusa iniziale di induzione indebita, riferita ad alcune pratiche autorizzative, è stata infatti ridimensionata e non ha portato a misure personali. Il Fatto Quotidiano sottolinea come il primo cittadino abbia ribadito di non aver mai agito per interessi personali.
Tra gli arrestati, oltre a Catella e Marinoni, figura anche un dirigente tecnico del Comune, mentre altri tre soggetti, tra cui professionisti del settore, sono stati sottoposti alla misura dei domiciliari. La testata La Verità parla di “svolta” nello scandalo edilizio milanese, con l’emergere di un meccanismo che avrebbe operato per anni al di sotto dei radar dell’opinione pubblica.
L’indagine ha avuto un forte impatto politico: secondo Il Domani, l’inchiesta ha innescato riflessioni all’interno del Partito Democratico e nel centrosinistra, dove si teme che il cosiddetto “modello Milano” possa subire un ridimensionamento sul piano nazionale. Intanto, il Movimento 5 Stelle prende le distanze da qualunque coinvolgimento e chiede chiarezza immediata.
Nel frattempo, si attendono nuovi sviluppi. La Procura sta esaminando ulteriori documenti sequestrati negli uffici comunali e presso le sedi di alcune società coinvolte. Non si esclude che l’indagine possa allargarsi a ulteriori figure legate ai processi decisionali in ambito edilizio.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’estensione del presunto sistema e i suoi effetti sulle amministrazioni coinvolte. Il Corriere della Sera riporta che la Giunta comunale starebbe valutando eventuali ricadute amministrative, ma per ora nessuna dimissione è stata formalmente annunciata.

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