Università degli Studi di Perugia, inaugurato anno accademico 2018/2019



Università degli Studi di Perugia, inaugurato anno accademico 2018/2019

Il Magnifico Rettore Franco Moriconi ha inaugurato, questa mattina, l’anno accademico 2018/2019 dell’Università degli Studi di Perugia, il 711° dalla Fondazione dello Studium Generale. La solenne e affollata cerimonia in Aula Magna, caratterizzata dall’intervento del professor Marco Bussetti, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è stata nel segno del congedo del Rettore Moriconi, che sta concludendo i sei anni di mandato.

L’“Inno dell’Università di Perugia” – durante il corteo delle rappresentanze dei 16 Dipartimenti – e l’“Inno d’Italia”, eseguiti dal Coro dell’Ateneo perugino diretto dal Maestro Salvatore Silivestro, al pianoforte Francesco Andreucci, hanno dato inizio alla cerimonia, che si è aperta con un minuto di silenzio in memoria del professor Giancarlo Dozza, Rettore dell’Ateneo dal 1976 al 1998.

In Aula Magna, fra gli altri, Catiuscia Marini, presidente della Giunta Regionale, il sindaco di Perugia Andrea Romizi e il consigliere Erika Borghesi, in rappresentanza della Provincia di Perugia.

Il Rettore Moriconi ha fatto il punto sul suo mandato. Credo di poter dire, in tutta coscienza, che si tratti di un bilancio sostanzialmente molto positivo, dal momento che siamo stati capaci di dare una nuova solidità e un nuovo vigore a questo Ateneo, sul piano della sua attrattività degli studenti, italiani e stranieri, su quello del consolidamento del bilancio, sia pur in anni evidentemente complicati, in termini di miglioramento delle condizioni di lavoro, tradotto anche nella progressione delle singole carriere, nonché sull’innalzamento dell’efficacia della ricerca, ovvero della prospettiva di apertura internazionale; il tutto condotto secondo un’ottica generalista, che ha voluto far crescere l’istituzione nel suo complesso, rispettando e valorizzando le diverse specificità e sensibilità che caratterizzano un Ateneo ampio e variegato come il nostro.

Certamente – ha detto il professor Moriconi – abbiamo commesso degli errori, e forse si sarebbe potuto fare di più. Alla fine di un percorso come questo, con l’ingrato ‘senno del poi’ che ognuno di noi cova dentro di sé, viene alla mente anche ciò che si sarebbe voluto fare, e che non si è riusciti a portare a termine o che si è compiuto in maniera diversa da quanto ci si era proposti. Credo, tuttavia, di poter dire che il tanto lavoro svolto in questi anni ha riportato la nostra Università nelle condizioni di gareggiare degnamente con i migliori Atenei italiani – ha continuato il Magnifico Rettore -.

Considero tutto ciò non un traguardo, ma un vero e proprio punto di partenza: abbiamo mostrato di quanta potenzialità siamo dotati, di quante energie e risorse siamo in grado di disporre, se lavoriamo insieme, secondo una prospettiva ampia e comune, se sappiamo mettere da parte le ansie ‘da solisti’ e agire invece come una grande orchestra. In questo senso sono contento dell’Università che lascio, perché so che abbiamo ricostruito un’istituzione che, se ben guidata, è in grado non solo di correre, ma, oso credere, di volare”.

Hanno fatto seguito gli interventi della signora Maria Beatrice Massucci, presidente della Consulta del personale tecnico, amministrativo, bibliotecario e CEL (discorso letto dalla dottoressa Monia Bravi, componente della Consulta) e di Alessandro Biscarini, presidente del Consiglio degli Studenti.

La prolusione “Terapia di precisione delle leucemie: i modelli della leucemia promielocitica e della tricoleucemia” è stata tenuta dal Professor Brunangelo FaliniE’ un’epoca storica – ha detto tra l’altro il Professor Falini concludendo l’articolata relazione – in cui stiamo assistendo ad un vero e proprio assedio con armi sofisticate alla roccaforte dell’’Imperatore del Male”, nella speranza che questo epico scontro si concluda alla fine con la sua definitiva sconfitta”.

A conclusione, l’intervento del Ministro Bussetti, che ha sottolineato il grande piacere con il quale ha partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Perugia, un’ istituzione  simbolo della grandezza della storia politica, religiosa e culturale del nostro Paese. Ha ringraziato, inoltre, il Rettore Moriconi per l’invito e l’ospitalità, rendendo omaggio anche alla sua carriera e al suo mandato ormai in scadenza. Bussetti ha rilevato che l’Università degli Studi di Perugia rappresenta un punto di riferimento nazionale e internazionale, come dimostrano l’efficienza organizzativa, la crescita degli iscritti, la sinergia capillare con il territorio, la qualità della sua ricerca scientifica e la forte spinta strategica verso l’internazionalizzazione.

Allargando l’orizzonte, ha quindi affermato che il Governo sta lavorando per creare un contesto in cui le potenzialità e le attitudini dei giovani, in particolare dei laureati, possano trovare la strada per esprimersi al meglio e costruire un futuro degno di essere vissuto nel proprio Paese.

La cerimonia si è conclusa con lo scambio di doni fra i Goliardi e il Rettore Moriconi; un ‘ricordo’ dei Goliardi è stato consegnato anche al Ministro: uno ‘speciale’ libretto universitario.

Infine l’esecuzione del “Gaudeamus igitur”, inno internazionale studentesco, da parte del Coro dell’Università degli Studi di Perugia con la partecipazione di studenti del Liceo Classico “Mariotti”e dei Licei Scientifici “Galilei” e “Alessi” di Perugia.

Il Ministro Bussetti, all’arrivo a Palazzo Murena, era stato accolto dal Prorettore Professore Alessandro Montrone; aveva quindi visitato il Rettorato e, dopo la firma del Registro d’Onore, si era soffermato ad ammirare la Sala del Dottorato con i suoi tesori. In questa Sala aveva anche incontrato il Prefetto Claudio Sgaraglia, il Questore Mario Finocchiaro e i Direttori dei sedici Dipartimenti dell’Ateneo perugino.

Alle ore 8.45, nella Chiesa dell’Università, era stata celebrata la Santa Messa presieduta da Monsignor Paolo Giulietti, Vescovo Ausiliare di Perugia.

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