Report 2025: costruzioni in transizione, economia fragile
Nel pomeriggio del 27 novembre 2025, l’Assemblea annuale di ANCE Perugia ha posto al centro del dibattito il futuro dell’economia regionale. Il presidente Giacomo Calzoni ha presentato il Report 2025, documento che fotografa una realtà segnata da stagnazione economica, calo demografico e transizione del comparto edilizio.
Il quadro delineato evidenzia un’Umbria che cresce meno della media nazionale, con un PIL fermo e un valore aggiunto tra i più bassi d’Italia. La regione ha perso oltre 41.000 residenti in dieci anni e registra un indice di vecchiaia pari a 246, ben superiore alla media nazionale. Nel solo 2024, 722 laureati umbri hanno scelto di trasferirsi all’estero, con un incremento del 62% rispetto all’anno precedente.
Il settore delle costruzioni, che ha sostenuto l’economia grazie a incentivi e PNRR, oggi rappresenta il 12,5% del PIL regionale e il 24% degli addetti industriali. Tuttavia, gli investimenti mostrano un calo del -4,9% nel 2024 e una stima di -7,7% nel 2025, segnalando l’inizio di un ciclo discendente. Nonostante ciò, il tessuto imprenditoriale appare più solido, con crescita delle società di capitali e maggiore patrimonializzazione.
Sul fronte infrastrutturale, il Report individua opere prioritarie come il Quadrilatero Umbria–Marche, il nodo stradale di Perugia, la E78 “Due Mari”, la direttrice ferroviaria Orte–Falconara e il collegamento con l’Alta Velocità. La loro realizzazione ridurrebbe costi logistici, favorirebbe investimenti e limiterebbe lo spopolamento delle aree interne.
Il documento segnala inoltre un ritardo nella digitalizzazione: il 52% delle imprese non ha investito in tecnologie negli ultimi tre anni e il 65% non prevede di farlo nel prossimo triennio. Una lacuna che rischia di compromettere competitività e sicurezza.
Calzoni ha lanciato un appello a istituzioni e imprese per definire un Piano regionale condiviso, capace di integrare infrastrutture, capitale umano, innovazione e tutela del territorio. “L’Umbria – ha sottolineato – è davanti a un bivio: scivolare nel declino o cogliere l’occasione per ricostruire un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo”.

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