Disavanzo da 243 milioni, il 1° aprile vertice con il Mef
La Regione Umbria avvia una manovra economica per scongiurare il rischio di commissariamento, cercando di salvaguardare i cittadini con redditi inferiori ai 15.000 euro e i giovani. La presidente Stefania Proietti, in una conferenza stampa a Palazzo Donini, ha illustrato i dettagli del piano, sottolineando la necessità di risanare un deficit di 90 milioni di euro, frutto di uno squilibrio di 243 milioni nelle aziende sanitarie. A questo si aggiunge un prelievo di 40 milioni di euro imposto dal Governo nei prossimi tre anni per contribuire alla finanza pubblica.
“La sanità umbra è in una situazione critica e il commissariamento la metterebbe in ginocchio”, ha dichiarato Proietti, evidenziando il rischio di blocco del turnover del personale sanitario e l’impossibilità di investire in nuove strutture e apparecchiature. “Dobbiamo agire subito, mettendo in sicurezza i conti prima del 15 aprile con una manovra equa e concertata”.
La mobilità passiva della sanità, che ha comportato un aggravio di 36 milioni di euro, rappresenta una delle principali voci di spesa. “Le quattro aziende sanitarie umbre hanno registrato un disavanzo complessivo di 243 milioni di euro nel quarto trimestre 2024”, ha spiegato la presidente. Tuttavia, attraverso misure di gestione, la Regione è riuscita a recuperare 153 milioni, riducendo il deficit effettivo a 90 milioni.
Con l’approvazione della prima bozza di delibera, la Giunta si prepara a trattare con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). “Questo è il punto di partenza, da cui vogliamo scendere ulteriormente attraverso un confronto con le parti sociali, le associazioni datoriali e gli amministratori locali”, ha aggiunto Proietti, sottolineando che il dialogo con i sindacati e le categorie economiche è già iniziato.
Il commissariamento, ha avvertito la presidente, comporterebbe un aumento indiscriminato delle aliquote fiscali per tutti i cittadini umbri. “Nella nostra ipotesi di manovra, la fascia di reddito fino a 15.000 euro non sarà toccata, mentre si interverrà in modo progressivo sulle fasce superiori”. Il Governo ha concesso tempo fino al 15 aprile per consentire alle Regioni di adottare misure correttive, e l’Umbria intende sfruttare questa opportunità per evitare misure imposte dall’alto.
“Le manovre finanziarie non hanno colore politico, ma devono rispondere a un principio di responsabilità amministrativa”, ha precisato Proietti, citando l’esempio dell’Abruzzo, guidato dal centrodestra, che ha adottato un approccio simile. “Se non interveniamo entro il 15 aprile, il rischio è che il Governo imponga decisioni drastiche, con effetti pesanti soprattutto per i giovani”.
Un ulteriore problema riguarda i finanziamenti europei. “Senza una manovra tempestiva, nel triennio 2026-2028 potremmo perdere 33 milioni di euro destinati al cofinanziamento di progetti comunitari, fondamentali per la qualità della vita e lo sviluppo economico della nostra regione”, ha avvertito la presidente.
L’Umbria si trova dunque di fronte a una sfida cruciale per la stabilità finanziaria e la salvaguardia dei servizi essenziali. La Giunta continuerà a confrontarsi con tutti gli attori coinvolti per definire una strategia che consenta di riequilibrare i conti senza penalizzare le fasce più deboli della popolazione.

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