Umbria per il diritto di scegliere: 4.801 firme consegnate

A Perugia depositata la proposta “Liberi Subito” sul fine vita

Questa mattina, presso Palazzo Cesaroni a Perugia, sono state ufficialmente consegnate 4.801 firme a sostegno della proposta di legge regionale “Liberi Subito”, redatta dall’Associazione Luca Coscioni. Il testo mira a definire con precisione i tempi e le modalità di accesso all’aiuto medico alla morte volontaria, in linea con quanto stabilito dalla Corte costituzionale.

La consegna delle firme, come si legge nel comunicato stampa dell’Associazione, è avvenuta in un clima carico di significato, a poche ore dall’omaggio della città a Laura Santi, figura centrale nella mobilitazione umbra sul fine vita. Santi, scomparsa prematuramente, aveva annunciato il superamento della soglia minima di firme il 9 luglio scorso, un traguardo raggiunto in tempi record: la raccolta era iniziata il 15 maggio.

Alla cerimonia erano presenti Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, insieme a Matteo Mainardi, responsabile delle iniziative sul fine vita, e Stefano Massoli, marito di Laura Santi e coordinatore della Cellula Coscioni Perugia.

La proposta “Liberi Subito”, già approvata in Toscana, si fonda sulla storica sentenza “Cappato – DJ Fabo”, che ha depenalizzato l’aiuto al suicidio in circostanze ben definite. Il testo prevede che ogni richiesta venga esaminata da una commissione multidisciplinare permanente, incaricata di valutare entro venti giorni la sussistenza dei requisiti previsti dalla Corte. Tale valutazione include un esame clinico e il parere del Comitato Etico.

Una volta completato l’iter di verifica, la Regione dovrà fornire entro sette giorni il supporto tecnico e farmacologico necessario. L’intero processo dovrà concludersi entro trenta giorni dalla presentazione della domanda. È inoltre garantita la gratuità delle prestazioni sanitarie, senza spese per il paziente né impatti sul bilancio regionale.

Il percorso legislativo in Umbria prevede ora tre passaggi fondamentali: la verifica della regolarità delle firme entro quaranta giorni, la valutazione di ammissibilità entro quarantacinque giorni dalla certificazione, e infine la discussione in Commissione e in Consiglio regionale entro sei mesi.

Nel comunicato stampa, Gallo e Cappato sottolineano come il diritto all’aiuto medico alla morte volontaria sia già riconosciuto in Italia grazie alla giurisprudenza costituzionale. Tuttavia, l’assenza di una normativa chiara a livello regionale rischia di lasciare i cittadini in balia di interpretazioni giuridiche e percorsi sanitari incerti.

«Chiediamo che il Servizio sanitario regionale sia messo nelle condizioni di rispondere in tempi certi alle richieste di chi soffre», si legge nel comunicato. «L’Umbria ha ora l’opportunità di allinearsi alle Regioni più avanzate, evitando che siano i malati o i tribunali a dover colmare il vuoto normativo».

Il Congresso nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, previsto a Orvieto il 4 e 5 ottobre, segnerà una nuova fase della mobilitazione, con l’obiettivo di estendere il modello “Liberi Subito” a tutto il territorio nazionale.

Il volto di Laura Santi, che aveva annunciato con un video il superamento delle 3.000 firme, resta il simbolo di una battaglia che ha saputo unire cittadini, attivisti e istituzioni in nome della libertà di scelta. Il suo impegno ha lasciato un segno profondo, trasformando il dolore personale in una forza collettiva capace di generare cambiamento.

La consegna delle firme a Perugia rappresenta non solo un passo formale, ma anche un atto di responsabilità civile. In un momento storico in cui il dibattito sul fine vita torna al centro dell’agenda politica, l’Umbria si propone come laboratorio di democrazia partecipata, dove la voce dei cittadini si traduce in proposta legislativa.

Il comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni evidenzia come il diritto all’autodeterminazione debba essere garantito da procedure chiare, rapide e accessibili. La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende attuabile quello già riconosciuto dalla Corte costituzionale.

In attesa della verifica delle firme e dell’avvio dell’iter istituzionale, la mobilitazione prosegue. L’auspicio, espresso dai promotori, è che la proposta venga inserita quanto prima all’ordine del giorno del Consiglio regionale, per dare risposte concrete a chi attende da troppo tempo.

La battaglia per il fine vita non si ferma. Da Perugia a Orvieto, passando per Firenze e altre città italiane, il messaggio è chiaro: la libertà di scegliere come e quando porre fine alla propria sofferenza non può essere rimandata.

Il comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni si chiude con un appello alla responsabilità politica: «Non si tratta di ideologia, ma di garantire un diritto già esistente. Ogni giorno di attesa è un giorno in più di dolore per chi ha già deciso».

Con 4.801 firme depositate, l’Umbria ha compiuto un passo decisivo. Ora tocca alle istituzioni raccogliere il testimone e trasformare la volontà popolare in legge.

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