Umbria Jazz, Gregory Porter con il suo omaggio a Nat King Cole

 

di Luana Pioppi
Umbria Jazz, Gregory Porter con il suo omaggio a Nat King Cole.
22/07/2018 Un concerto finale che simbolicamente farà da ponte tra la 45esima e 46esima edizione di Umbria Jazz. Così è stata presentata l’ultima esibizione di quest’anno all’Arena Santa Giuliana. Grande emozione vedere aprire il palco pieno all’inverosimile con gli elementi delll’Umbria Jazz Orchestra – complessivamente erano una sessantina i musicisti – diretta da Vince Mendoza, vero specialista della materia (ha vinto cinque Grammy Award).

Protagonista assoluto però è stato Gregory Porter che ha presentato dal vivo il suo “Nat King Cole & Me“, un omaggio a Nat King Cole (il quinto disco in studio) uscito qualche mese fa. Un tributo sentito e fortemente voluto, perché il grande crooner è stato uno dei primi ispiratori di Porter, complici i dischi che la madre gli faceva ascoltare da piccolo. Per il cantante statunitense (classe 1971 ma già vincitore già di due Grammy Awards), però, Nat King Cole è stato non soltanto una influenza musicale ma anche una specie di figura paterna.

Il concerto perugino – unica data in Italia – ripete la formula del disco. Porter ha cominciato con “Mona Lisa”, primo brano del disco, per poi continuare con altri brani come i classici “But Beautiful”, “Nature Boy” e “Quizas, quizas, quizas”, che hanno fatto grande la stella di Nat King Cole, oltre a una nuova versione di “When Love Was King”, che Porter aveva già inserito nel suo primo album. L’album, composto da 12 tracce (15 nella versione deluxe), contiene anche altre canzoni come “The Christmas Song”, “Smile”, “L-O-V-E” e “I Wonder Who My Daddy Is”

Per Porter tornare a Umbria Jazz è sempre un fatto speciale perché il festival umbro è stato tra i primi a riconoscere il talento del cantante californiano. Il suo esordio fu a Umbria Jazz Winter #20 come resident artist per l’intera manifestazione. Porter era stato preceduto dagli apprezzamenti della critica americana che lo aveva definito il più sensazionale cantante jazz, soul, blues emerso negli ultimi anni.

A partire dal primo disco, Water, che fu un clamoroso successo, Gregory Porter si è guadagnato cinque nomination e due vittorie ai Grammy. Negli ultimi cinque anni è stato più volte a Perugia, in una occasione come ospite vocale della Lincoln Jazz Orchestra diretta da Wynton Marsalis. Voce potente e melodica, le sue radici sono ben piantate nelle migliori tradizioni del jazz e della musica Nera.

L’orchestra che ha diretto Mendoza si basa sul nucleo di giovani musicisti che ha dato vita alla Umbria Jazz Orchestra, più altri fiati ed una sezione d’archi. Complessivamente, una sessantina di musicisti sul palco.

L’Umbria Jazz Orchestra ha già fornito ottime prove lavorando in precedenti edizioni del festival con Kurt Elling, Ryan Truesdell e Wayne Shorter. Il suo prossimo impegno sarà la rivisitazione delle canzoni dei Beatles arrangiate da Gil Goldstein, in programma a Terni per Umbria Jazz Spring.

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