Pressioni su Iran e Israele, nucleare ancora in stallo
ACCADE OGGI IN UMBRIAConsulta il calendario degli appuntamenti della nostra regioneDopo dodici giorni di scontri, si ferma il conflitto tra Israele e Iran. La tregua, considerata fragile da più osservatori, è stata determinata dall’intervento diretto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha accusato apertamente entrambi i Paesi di aver violato il cessate il fuoco iniziale.
Secondo Il Messaggero, il tycoon avrebbe imposto la sospensione delle ostilità dopo tre incursioni aeree iraniane e una nuova ondata di raid da parte dell’IDF. Il presidente americano ha ordinato lo stop, mettendo Netanyahu di fronte a un aut-aut e bloccando sul nascere l’intenzione di ulteriori attacchi.
La Nazione riferisce che lo stesso premier israeliano sta valutando un viaggio a Washington, mentre l’ambasciatore Stefani resta al centro delle trattative. Tuttavia, il problema del programma nucleare iraniano non è risolto. Teheran, pur aprendo al dialogo, ha dichiarato che l’arricchimento dell’uranio proseguirà.
L’Unità sottolinea l’irritazione americana per la gestione del conflitto e parla di una “guerra sfuggita di mano” sia a Tel Aviv che a Teheran. Nel frattempo, crescono le tensioni interne all’Iran: oltre 530 arresti tra i giovani oppositori, secondo quanto riportato dal quotidiano.
Sul fronte NATO, Il Tempo evidenzia il lungo colloquio tra Trump e la premier italiana Giorgia Meloni, che ha ribadito la disponibilità dell’Italia a un incremento delle spese militari, mentre prosegue il dibattito tra i Paesi UE sul tetto del 5% del PIL per la difesa.
Il Fatto Quotidiano riporta che, mentre Trump dettava la linea, Netanyahu avrebbe subito una battuta d’arresto politica, anche a causa delle tensioni interne al proprio esecutivo. Intanto, Avvenire rileva come le pressioni congiunte di Stati Uniti e Russia siano state decisive per arrivare alla tregua, ma non escludono che il conflitto possa riesplodere.
In parallelo, emergono nuove preoccupazioni sul piano umanitario. Il Manifesto segnala una crisi alimentare acuta nella Striscia di Gaza, aggravata dai bombardamenti e dalla chiusura dei corridoi umanitari.
La tregua regge, ma la pace resta lontana.

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