Minacce sui dazi, intesa Nato e tensioni politiche globali
Davos diventa il palcoscenico di una nuova escalation politica e simbolica tra Stati Uniti ed Europa. A segnalarlo è IL MANIFESTO, che apre l’edizione di giovedì 22 gennaio 2026 con un’immagine del presidente statunitense Donald Trump e una linea netta: l’Europa sarebbe “perduta”, schiacciata dall’immigrazione e dalla transizione ecologica. Al centro del messaggio, il rilancio del dossier Groenlandia, indicata come snodo strategico per la sicurezza nazionale americana. Trump afferma di voler ottenere l’isola senza ricorrere alla forza, ma avverte che un rifiuto non verrebbe dimenticato.
Il tema attraversa l’intera rassegna stampa. IL FATTO QUOTIDIANO insiste sulla natura contraddittoria dell’intervento di Trump: da un lato la minaccia di nuovi dazi e il richiamo a scenari di pressione economica già visti in America Latina, dall’altro l’annuncio di una base di intesa con la Nato e una frenata sulle tariffe punitive verso i Paesi europei. Una linea che alimenta incertezza nei mercati e tensioni politiche tra gli alleati.
Secondo LA VERITÀ, il presidente USA usa Davos come tribuna globale per ribadire una visione di forza: l’Artico diventa asse centrale della competizione strategica e la Groenlandia viene definita essenziale per la difesa americana. Nello stesso tempo, Trump incontra i vertici Nato e annuncia lo stop ai dazi contro l’Europa, segnando una parziale retromarcia rispetto alle minacce iniziali.
Il quadro internazionale resta però instabile. AVVENIRE richiama l’attenzione sulla prosecuzione dei conflitti in Medio Oriente, con combattimenti senza tregua tra Gaza e Siria, e sulle ripercussioni diplomatiche delle scelte americane. In questo contesto, l’Italia osserva con cautela. CORRIERE DELLA SERA riferisce della decisione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di non partecipare, almeno per ora, al board internazionale su Gaza, mantenendo una posizione prudente in attesa di sviluppi e chiarimenti sul piano di pace.
Sul fronte europeo, LA STAMPA sottolinea le difficoltà di una risposta comune dell’Unione, divisa tra timori economici e pressioni geopolitiche. Il Parlamento USA, intanto, blocca alcuni passaggi degli accordi, mentre le forze sovraniste europee mostrano crepe interne, come evidenziato dal voto contrastato di Fratelli d’Italia.
L’impatto economico delle tensioni emerge sulle pagine de IL MESSAGGERO, che segnala la corsa delle imprese ai rimborsi legati ai dazi USA: le aziende che hanno esportato negli Stati Uniti tramite filiali o utilizzando determinati strumenti doganali hanno ancora un mese per presentare istanza. Un segnale concreto delle ricadute della politica commerciale americana.
Nel complesso, la rassegna restituisce l’immagine di un Davos attraversato da un clima di forte incertezza. Tra minacce, aperture e annunci di intese, la linea di Trump sulla Groenlandia e sui rapporti con l’Europa ridisegna gli equilibri geopolitici, lasciando aperti interrogativi sul futuro delle relazioni transatlantiche e sulla capacità dell’Unione europea di reagire in modo unitario.

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