Thailandia, le voci dei ragazzi in attesa dei soccorsi

Thailandia, le voci dei ragazzi in attesa dei soccorsi. 03/07/2018 I 12 ragazzi bloccati da 10 giorni in una grotta in Thailandia insieme al loro allenatore stanno bene, ma ci vorranno mesi per portarli in salvo se non impareranno prima a immergersi con l’attrezzatura da sub per tentare quella che sarebbe un’ impresa quasi disperata. Lo ha reso noto l’esercito thailandese, poche ore dopo il loro ritrovamento da parte dei due sommozzatori britannici in una sorta di spiaggia a 4 chilometri dall’imbocco della grotta Tham Luang.

I soccorritori stanno sfidando l’innalzamento del livello dell’ acqua per portare al gruppo viveri sufficienti per quattro mesi e si cerca anche di installare una linea elettrica e telefonica per consentire al gruppo di parlare con i familiari, ha spiegato il governatore del Chiang Rai, Narongsak Osotthanakon, che dirige le operazioni di soccorso. A tutti saranno impartite lezioni di nuoto per favorire un’eventuale operazione di salvataggio. Nessuno di loro, infatti, sa nuotare, e indeboliti come sono potrebbe essere fatale tentare di farli immergere al buio, in acque fangose e tra forti correnti per fargli fare un tragitto che un sub esperto dei Navy Seal impiega sei ore a percorrere. Per ora, quindi, la priorita’ dei soccorritori resta quella di pompare via l’ acqua dalla grotta (10.000 litri all’ora) per aprire un varco asciutto.

Le piogge previste nei prossimi giorni, pero’ , rischiano di allungare i tempi e richiedere “mesi” per un salvataggio senza doversi immergere, come ha spiegato il capitano della Marina Anand Surawan. Un’ alternativa potrebbe essere quella di aprire un varco dall’alto per tirarli fuori e in questo senso proseguono le esplorazioni per uno scavo.

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