Thailandia, i 4 ragazzi salvati stanno bene operazioni riprendono domani

Thailandia, i 4 ragazzi salvati stanno bene operazioni riprendono domani Il recupero di 8 ragazzini e dell’allenatore riprenderà tra 10-20 ore per motivi logistici e una necessaria preparazione dell’equipaggiamento. La prima fase del salvataggio è andata a buon fine: “Stanno tutti bene”, dicono fonti mediche

Il recupero di 8 ragazzini e dell’allenatore riprenderà tra 10-20 ore per motivi logistici e una necessaria preparazione dell’equipaggiamento. La prima fase del salvataggio è andata a buon fine: “Stanno tutti bene”, dicono fonti mediche

Quattro dei 12 ragazzi intrappolati dal 23 giugno nella grotta di Tham Luang sono fuori. Si tira un respiro di sollievo in Thailandia per la buona riuscita della prima fase di recupero del gruppo che da quasi due settimane non vede la luce del sole. La seconda fase inizierà tra 10-20 ore: gli altri 8 ragazzi e l’allenatore saranno fatti uscire dalla cava domani. Servono infatti tempi tecnici per preparare l’equipaggiamento necessario. Sulla pagina Facebook dei Navy Seal i soccorritori hanno intanto postato una foto simbolica che racchiude tutte le emozioni e speranze di questo delicato momento: mani che si stringono perché l’unione fa la forza (LE FOTO).

Fuori prima i deboli

Il recupero è iniziato l’8 luglio, alle 10 ora locale (le 5 di mattina in Italia). I primi ad essere guidati verso l’uscita sono stati i ragazzini più deboli, riferiscono fonti mediche; quelli più forti sono ancora nella cava, possono resistere ancora qualche ora senza problemi. I primi due ragazzi ad essere portati fuori hanno entrambi 14 anni e si chiamano Prajak Sutham e Nattawut Takamsai, che portano rispettivamente il soprannome Note e Tle; hanno visto la luce alle 14, ora italiana, circa 2 ore prima del previsto. “Tutti i ragazzi soccorsi stanno bene”, fanno sapere fonti mediche. Solo per uno di loro, apparso più debole, è stato necessario prestare un primo soccorso nell’ospedale di campo allestito fuori dalla grotta. (LE FOTO)

Il percorso dei ragazzi

Circa quattro chilometri, passaggi stretti (uno largo solo 38 centimetri) immersioni in tunnel allagati, pendenze e un lungo cammino tra correnti d’acqua e rocce: sono le difficoltà della missione di salvataggio. Il primo tratto è quello che presenta i rischi maggiori. Per superarlo, i ragazzi, che hanno trascorso circa nove giorni senza mangiare prima di essere ritrovati lunedì, si devono immergere in uno stretto passaggio e c’è spazio per una sola persona. Superata la cosiddetta camera 3, però, il gruppo può dirsi ufficialmente salvo; si tratta dell’ultima aerea prima dell’uscita dalla grotta. Uno spazio quasi privo di acqua e dove è possibile camminare. skytg24

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