Tg nazionale coronavirus e Lombardia verso la serrata totale

 
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Tg nazionale coronavirus e Lombardia verso la serrata totale

LOMBARDIA VERSO LA SERRATA TOTALE, NO DEL GOVERNO

Dura 24 ore la luna di miele tra il governo e le opposizioni di centrodestra. A poche ore dalla firma del nuovo decreto che istituisce la zona protetta in tutta Italia, il presidente della Lombardia Attilio Fontana annuncia di voler passare a un piu’ drastico regime che prevede la serrata totale per 15 giorni, compresi negozi e imprese. Anche i leader del centrodestra Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani sostengono questa proposta nell’incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ma dal governo per il momento arriva una risposta negativa. Domani in Parlamento si vota lo scostamento dal deficit ed e’ necessario raggiungere la maggioranza assoluta.

VIRUS DELLA CARESTIA IMMAGINARIA, ASSALTO AI SUPERMERCATI

L’estensione a tutta Italia delle misure per contenere l’emergenza ha generato una vera e propria psicosi tra i cittadini disinformati. Nella notte e per tutta la mattina si sono susseguite lunghe file davanti ai supermercati, che intanto hanno adottato gli ingressi contingentati per non violare le regole sulla distanza di sicurezza. Gia’ ieri sera il Governo ha assicurato che “i punti vendita non chiuderanno e la spesa alimentare sarà garantita”. Ma non e’ bastato a rassicurare i consumatori, che si sono riversati in strada davanti ai supermercati proprio mentre l’esecutivo li invitava a non uscire di casa.

GLI INFERMIERI, L’8 PER MILLE ALLA SANITA’

La carenza di personale medico è strutturale e gli infermieri, oggi in prima linea nella lotta al coronavirus, non possono reggere a lungo i ritmi dettati dall’emergenza. La denuncia è del sindacato Nursind che chiede più personale e risorse. Il segretario Andrea Bottega lancia due proposte. La prima promuove una campagna di sottoscrizioni, come si e’ fatto per il terremoto. L’altra vuole destinare l’8 per mille alla sanità pubblica.

IL VIRUS FERMA ANCHE PORTA A PORTA

Anche la ‘terza camera’ si ferma per coronavirus. Diventa un caso lo stop imposto dalla Rai a Porta a Porta, la popolare trasmissione condotta da Bruno Vespa. La settimana scorsa Vespa ha ospitato in studio il segretario del Pd Nicola Zingaretti poi risultato positivo al coronavirus. Di qui la decisione dell’azienda di fermare il programma fino a giovedi’. Per l’azienda Vespa deve rispettare un periodo di quarantena. “È una decisione sconcertante e dal sapore politico”, e’ la reazione stizzita del giornalista, che sostiene di non aver corso alcun rischio. Per l’azienda, invece, la decisione ha carattere prudenziale e vale per tutti coloro che sono entrati in contatto con persone contagiate.

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