Terrorismo giovanile, 22 blitz contro minori radicalizzati

Perquisizioni in tutta Italia contro giovani estremisti

Terrorismo giovanile – La Polizia di Stato ha eseguito 22 perquisizioni in tutta Italia, su delega delle Procure dei Minorenni competenti, nei confronti di giovani tra i 13 e i 17 anni coinvolti in contesti estremisti di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista. L’operazione è stata coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, con il supporto delle DIGOS e delle Sezioni Operative per la Sicurezza Cibernetica.

Le attività, frutto di acquisizioni d’intelligence e di indagini precedenti, hanno rilevato una crescente partecipazione di minorenni in ambiti eversivi e terroristici, sia nazionali che internazionali. Il web è emerso come uno dei principali strumenti di radicalizzazione, favorendo proselitismo, addestramento virtuale e diffusione di contenuti estremisti, grazie alla sua accessibilità e all’anonimato.

Nel dettaglio, le perquisizioni hanno interessato minorenni in Sardegna, Calabria, Sicilia, Veneto, Piemonte, Lombardia, Toscana, Liguria, Emilia-Romagna, Puglia e Campania. In provincia di Oristano, Cosenza, Messina e Padova sono stati indagati giovanissimi che inneggiavano a personaggi noti della galassia suprematista, diffondevano contenuti violenti e simboli nazisti. Alcuni avevano realizzato ordigni artigianali, condiviso manuali di fabbricazione di armi, e utilizzato canali Telegram per propaganda neonazista.

In altri casi, come a Bologna e Ravenna, le indagini hanno riguardato giovani coinvolti in manifestazioni violente, danneggiamenti o attivi in gruppi che inneggiano al jihadismo. Emblematici i casi di minori emersi in relazione a piattaforme come “Al-Raud Media Archive”, legate alla propaganda dell’ISIS, o appartenenti a chat con contenuti antisemiti, violenti e di addestramento.

A Firenze e Livorno, due minori sono stati identificati come responsabili dell’esplosione di un ordigno davanti a una scuola, mentre a Genova sono stati scoperti adolescenti impegnati nella propaganda fascista sul territorio.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati dispositivi elettronici, riproduzioni di armi, divise militari, materiali soft air e documenti suprematisti. In alcuni casi, nei dispositivi sono state trovate chat con contenuti estremisti, sia di ispirazione jihadista che neonazista.

Le indagini confermano che la radicalizzazione minorile online è un fenomeno in crescita: solo dal 2023 sono 12 i minori sottoposti a misure cautelari, mentre oltre 100 sono stati oggetto di indagini approfondite.

Tra le caratteristiche ricorrenti, le forze dell’ordine hanno riscontrato fragilità psicologica, isolamento sociale, uso del linguaggio digitale, fascinazione per la violenza, interesse per le armi, spesso costruite in 3D, e frequentazione di piattaforme di gioco online dove si diffondono narrazioni estremiste.

Particolarmente rilevante è l’ibridazione ideologica tra jihadismo e suprematismo, definita “White Jihad”, che attrae le giovani generazioni in ambienti online dove si condividono contenuti di straordinaria violenza e odio. Il processo di radicalizzazione, inoltre, avviene in tempi sempre più brevi, spesso nell’arco di poche settimane.

L’Italia ha chiesto all’Unione Europea di includere la radicalizzazione giovanile online tra le priorità dell’Agenda antiterrorismo, proponendo un confronto con i fornitori di servizi web per contenere l’impatto della propaganda estremista su adolescenti vulnerabili.

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