Tensioni Globali e Politica Interna, rassegna stampa del 27 marzo 2025

Dazi Auto e Scintille Diplomatiche




Le prime pagine dei quotidiani italiani di oggi, giovedì 27 marzo 2025, sono dominate dalle ripercussioni delle politiche internazionali, dalle dinamiche interne della politica e da alcune vicende giudiziarie e mediatiche di rilievo.

Il Corriere della Sera apre sulla minaccia di dazi del 25% sulle auto importate negli Stati Uniti, annunciata da Donald Trump, che nel suo intervento avrebbe menzionato anche la Groenlandia. Il quotidiano riporta anche di uno scontro via chat tra Macron e Zelensky, con quest’ultimo che avrebbe richiesto maggiori aiuti economici. Paolo Mieli, nel suo editoriale, si interroga sul concetto di pace “ingiusta” e commenta l’uso di emoji nei messaggi scambiati su Signal. Il giornale dedica spazio anche alla situazione in Ucraina, con un vertice previsto a Palazzo Chigi e la ferma posizione italiana di non inviare truppe, limitandosi alla partecipazione a missioni ONU. Sul fronte interno, il Corriere sottolinea il voto di fiducia incassato dal ministro Nordio, con la riforma della giustizia che prosegue il suo iter, e il voto sul caso Al Masri. Una fotonotizia centrale riguarda le proteste in Turchia per la libertà e l’arresto di un rivale di Erdogan a Istanbul, sollevando preoccupazioni sulla democrazia. Infine, il quotidiano riporta le dichiarazioni di Castellucci, ex ad di Aspi, nel processo sul crollo del Ponte Morandi, il quale si è detto responsabile ma non colpevole.

La Repubblica si concentra sul video che ritrae Romano Prodi mentre tira i capelli a una giornalista di Quarta Repubblica, con l’ex premier che si è scusato dopo quattro giorni, respingendo però strumentalizzazioni politiche. Il quotidiano riprende la notizia dei dazi di Trump sulle auto, estendendoli anche a farmaci e legname, e riporta il commento di Alessandro Sallusti sull’argomento. La Repubblica dedica spazio anche al vertice di Parigi sull’Ucraina, alle mosse del governo Meloni e al rinvio del caso Santa Kelly. Sul fronte televisivo, si segnala l’interesse di Pier Silvio Berlusconi per una tv tedesca. Il giornale riporta anche la bocciatura di emendamenti al decreto bollette e la decisione del governo di non aumentare le spese. Infine, si menziona la revoca dei social a uno youtuber dopo una tragedia e la querela del giornalista Ranucci per insinuazioni su Fazzolari.

La Stampa titola sulle scuse “tirate per i capelli” di Prodi, evidenziando le polemiche e le pressioni politiche seguite al gesto. Il quotidiano riporta anche la posizione ferma dell’Italia e della Meloni, insieme a Salvini, contro l’invio di truppe italiane in Ucraina, limitandosi alla partecipazione ONU, in linea con quanto emerso dal vertice con Zelensky e il successivo incontro con Macron. La Stampa riprende la notizia dei dazi di Trump sulle auto e l’editoriale del direttore Cernobi sulla difesa del patriarca. Spazio anche alle dichiarazioni di Francesca Pascale sulle scuse tardive e sulle dinamiche politiche interne. Il giornale si sofferma sulla sfida di Mediaset in Germania e sulle polemiche televisive. Infine, vengono citate le parole di Tommaso Foti sui “paci, finti e femministe” e le polemiche sul PNRR.

Il Fatto Quotidiano attacca frontalmente Prodi, definendolo “il bullo” e ironizzando sulle sue scuse. Il quotidiano riporta le proteste a Gaza contro Hamas e l’intervista all’ambasciatrice Aber Odeh, che chiede all’Italia di riconoscere lo stato di Palestina. Spazio anche al fisco, con la riscossione affidata ai privati e il magazzino di crediti non riscossi che ha raggiunto cifre elevate. Il giornale si sofferma sul caso Al Masri e sulle tensioni in Parlamento, riportando le ammissioni del governo sullo spionaggio di Casarini. Viene menzionato anche un brutale pestaggio in un CPR a Trapani. Il Fatto Quotidiano dedica attenzione anche alle polemiche sulla laurea di Mur e alle esercitazioni militari in vista di possibili conflitti.

Il Messaggero pone l’accento sui dazi di Trump che colpiscono l’auto, con tariffe del 25% previste da aprile, estendendosi anche a farmaci e legname. Il quotidiano riporta la reazione di Wall Street e la disponibilità della UE a trattare. Spazio anche alla vicenda della coreografa Maccarini, licenziata dopo polemiche su presunti abusi nella ginnastica ritmica. Il giornale si occupa anche della situazione in Ucraina, con la posizione italiana di inviare truppe solo sotto l’egida dell’ONU, e del caso Diabolik. Viene dato risalto anche all’aumento degli stipendi per gli insegnanti previsto nel rinnovo del contratto scolastico.

Libero titola sulla “carezza del nonno”, riferendosi al gesto di Prodi, con il quotidiano che critica la giustificazione fornita dall’ex premier e l’atteggiamento del PD. Spazio anche all’editoriale sui dazi di Trump e sugli errori dell’Unione Europea. Libero riporta un’intervista che definisce le donne di sinistra “abituate a obbedire” e critica l’aumento delle tasse previsto da alcune regioni governate dal centrosinistra. Il giornale si sofferma anche sulle proteste a Gaza contro Hamas e sulla presunta esistenza di file secretati sull’Argentina.

Altri quotidiani come Italia Oggi si concentrano sul fisco e sulla riscossione dei crediti, mentre Il Domani riporta nuove rivelazioni sui segreti militari divulgati da Trump. Avvenire analizza i dati Istat sull’impoverimento degli italiani, mentre Il Manifesto si focalizza sul vertice di Parigi sull’Ucraina e sulla posizione italiana. La Verità critica le scuse di Prodi e riporta le dichiarazioni di Castellucci al processo sul Morandi. Il Riformista commenta la politica estera italiana e la riforma della giustizia. La Nazione si concentra sulla situazione in Ucraina e sulle scuse di Prodi. Il Resto del Carlino e La Gazzetta dello Sport, pur non inclusi nella rassegna, avrebbero probabilmente dedicato spazio agli eventi locali e sportivi.

In sintesi, la giornata è segnata da forti tensioni internazionali, con i dazi di Trump a dominare il dibattito economico e le divisioni sull’invio di truppe in Ucraina a evidenziare le diverse posizioni politiche. In Italia, la vicenda Prodi ha scatenato polemiche, mentre la riforma della giustizia continua il suo percorso tra fiducia e contestazioni. Le proteste a Gaza e le difficoltà economiche degli italiani completano un quadro complesso e articolato.

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