Il 12 giugno la replica aperta del lavoro della compagnia Oltremura
È stato presentato oggi, nella Sala Fiume di Palazzo Donini, il nuovo spettacolo della compagnia Oltremura, composta da attrici detenute presso la Casa Circondariale di Capanne. Il lavoro teatrale, intitolato Con il tuo sguardo, è diretto da Claudia Calcagnile, con il supporto dramaturgico di Francesca D’Agnano, e andrà in scena il 10 giugno, in anteprima per la popolazione carceraria femminile, e in replica aperta al pubblico il 12 giugno alle 18:00.
Il progetto teatrale si inserisce nell’ambito dell’iniziativa regionale “Tra carcere e comunità: l’Umbria per l’inclusione sociale”, realizzata con il patrocinio dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Il laboratorio è stato reso possibile anche grazie al contributo del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo.
Durante la conferenza stampa odierna sono intervenute la direttrice dell’istituto penitenziario, Antonella Grella, e la regista Claudia Calcagnile, illustrando il percorso creativo e sociale alla base dello spettacolo. L’evento teatrale nasce all’interno di un percorso laboratoriale rivolto alla sezione femminile del carcere, una fascia spesso meno coinvolta in iniziative culturali rispetto alla popolazione detenuta maschile.
L’impianto scenico si caratterizza per la destrutturazione dello spazio frontale, con l’obiettivo di superare simbolicamente le barriere tra spettatore e interprete, tra società libera e realtà detentiva. Lo spettacolo esplora i temi delle architetture difensive e della complessità dei legami umani, partendo dalle esperienze e dalle improvvisazioni delle partecipanti.
Secondo la direzione artistica, Con il tuo sguardo intende porre l’attenzione sulla visibilità e sul riconoscimento delle donne recluse come soggetti attivi nella costruzione di un percorso individuale e collettivo. Il titolo stesso allude alla necessità di essere visti come persone, oltre la condizione detentiva.
L’iniziativa si propone dunque come occasione di dialogo tra carcere e società, valorizzando il teatro come strumento di inclusione e trasformazione. La replica del 12 giugno, aperta al pubblico esterno, rappresenta il culmine di un processo in cui arte e riabilitazione si intrecciano, offrendo uno spazio di espressione e relazione per le detenute coinvolte.

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