Sindacati della polizia penitenziaria in protesta davanti carcere Terni
Sindacati polizia – Oggi, davanti al carcere di Sabbione, si è svolta una manifestazione dei sindacati della polizia penitenziaria. La protesta è stata limitata a causa dell’emergenza permanente all’interno dell’istituto, che ha consentito la partecipazione di pochi agenti. Le richieste dei sindacati vertono su tre temi principali: carenza di personale, sovraffollamento di detenuti e condizioni di lavoro.
Da anni, i sindacati denunciano la situazione critica all’interno del carcere, ma solo ora sembra che la loro voce stia per essere ascoltata. È infatti in via di approvazione il nuovo provveditorato regionale Umbria Marche, il cui Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è attualmente in fase di registrazione presso la Corte dei Conti.
Ad oggi, l’Umbria, e Terni in particolare, così come Spoleto, Perugia e Orvieto, si sono trasformati nella “discarica” della Toscana, con un continuo afflusso di detenuti trasferiti per ragioni di ordine e sicurezza. Questi detenuti sono spesso autori di comportamenti gravi e lesivi per l’amministrazione penitenziaria. La capienza del carcere di Sabbione è di 460 detenuti, ma attualmente ospita 575 persone.
Di questi, circa 200 sono detenuti per ragioni psichiatriche o di ordine di sicurezza, rendendo la gestione interna sempre più complessa e influenzando negativamente anche l’area esterna della città. Il personale è sotto organico di circa 50 unità rispetto a quanto previsto, costringendo gli agenti a turni di lavoro che possono durare tra le 10 e le 12 ore, spesso per piantonamenti.
Lo straordinario non viene retribuito o viene retribuito solo parzialmente, e gli agenti si vedono sottratti riposi e giorni di ferie, accumulando stress psicofisico. La prossima battaglia dei sindacati è quella di ottenere una pianta organica adeguata per il nuovo provveditorato Umbria Marche, senza attingere dall’attuale organico degli istituti umbri. I sindacati chiedono di implementare le risorse necessarie per garantire un adeguato funzionamento del nuovo provveditorato e migliorare le condizioni di lavoro del personale penitenziario.
La situazione descritta è solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di criticità che affliggono il sistema penitenziario in Umbria. La manifestazione di oggi ha l’obiettivo di attirare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su problemi che non possono più essere ignorati, nella speranza che vengano prese misure concrete per risolvere le problematiche evidenziate.

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