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Bistocchi: «Arcudi faccia un passo indietro, non arretreremo»

da Sarah Bistocchi (Capogruppo Pd in consiglio comunale)
Nuovo anno, vecchi metodi: quelli intimidatori. Da condannare e rigettare con forza: a prescindere, collocandosi nettamente al di fuori del confronto democratico, ma anche nel caso specifico. Infatti, il Presidente del Consiglio Nilo Arcudi torna a far parlare di sé, tristemente. Prima, il suo nome emerge dalle intercettazioni effettuate all’interno dell’ambito della maxi operazione antimafia condotta della Polizia di Stato. Seppur non indagato, abbiamo da subito ritenuto che non fosse più opportuno, né per se stesso né per la comunità che rappresenta, e cioè l’intero Consiglio comunale, e dunque l’intera città, che continuasse a ricoprire quel ruolo, di garanzia e a tutela di tutti.

Gli abbiamo chiesto un passo indietro in modo spontaneo, un’azione in capo a lui stesso, in modo tale da tutelarne la dignità del ruolo, e anche della persona. Non l’abbiamo fatto perché giustizialisti, o, peggio, perché famelici di ruoli o incarichi: lo dice la nostra storia, la nostra cultura, e il nostro stile, anche in questa vicenda. Non conduciamo battaglie politiche perché interessati a poltrone, né alle loro ipotetiche sostituzioni. Ma avvertiamo, questo sì, forte la necessità di contribuire a spazzar via ogni nube sulla integrità ed irreprensibilità delle Istituzioni, che devono essere terse, trasparenti e cristalline. Soprattutto quando si parla di infiltrazioni mafiose, e di tutto il marcio che si portano dietro. Per questo, il Presidente dell’Assemblea cittadina deve essere chiaramente e indubbiamente estraneo a questa triste vicenda.

Non avendo ravvisato però a distanza di tempo da parte di Arcudi alcuna intenzione di fare il passo indietro che gli è stato chiesto, abbiamo annunciato la proposta di revoca del Presidente del Consiglio comunale, poi depositata, e ora calendarizzata subito dopo le Feste. Mercoledì 8 gennaio verrà infatti discussa e votata la richiesta di revoca: la maggioranza, lo stesso Arcudi, e ovviamente il Sindaco, che dopo essersi espresso una volta si è subito trincerato dietro il suo noto silenzio, hanno la possibilità e i numeri per rigettarla. Non c’è alcun motivo, ed è anzi grave, di minacciare ed intimorire rappresentanti delle istituzioni, con comunicati stampa dai toni intimidatori. Nei quali, peraltro, non si legge alcun tipo di rassicurazione, di impegno, di assunzione di responsabilità nei confronti dei cittadini sul fatto che verrà eliminato ogni dubbio, ogni ombra, ogni opacità sulla dignità, trasparenza, ed integrità delle Istituzioni.

Mai, fino ad ora, nella storia del governo di questa città, un’azione politica, in un alveo sempre istituzionale e mai personale, condotta dall’intera opposizione a Palazzo dei Priori e non da un singolo, si era tramutata in un attacco ad personam nei confronti di un consigliere comunale, aggressivo nei contenuti e scomposto nei modi.

Non siamo noi a dover chiedere scusa. Il passo indietro lo faccia Arcudi. La città di Perugia lo ha già giudicato.

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