Servizio di trasporto emergenza neonatale in Umbria, video



Servizio di trasporto emergenza neonatale in Umbria, video

E’ stato presentato questa mattina il nuovo Servizio di trasporto emergenza neonatale in Umbria. Riduce al minimo la mortalità ed evita il trasferimento di bambini nati prematuri verso altre regioni. Questi i principali elementi di salvaguardia del paziente neonato. La presentazione di questo servizio unico regionale si è tenuta all’ospedale di Perugia nell’aula Levi Montalcini del Creo.

Sono intervenuti il direttore generale del Santa Maria della Misericordia Emilio Duca, che per l’occasione ha illustrato anche cifre e indicatori relativi al 2018 dell’azienda ospedaliera, e l’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini: quest’ultimo nel suo intervento ha ricordato il secondo posto dell’Umbria nella classifica stilata dal ministero della Salute ed ha annunciato le sfide future della sanità regionale.

Ad illustrare nei dettagli il Servizio di trasporto emergenza neonatale (Sten è il nome abbreviato) è stata Stefania Troiani, direttrice dell’Unità di terapia intensiva neonatale dell’ospedale perugino.

Durante la giornata come già scritto il direttore generale Emilio Duca ha illustrato anche cifre e indicatori relativi al 2018 dell’azienda ospedaliera: «Il calo progressivo dei numeri dei ricoveri e il costante, anche se leggero, aumento negli ultimi tre anni di interventi chirurgici stanno a significare che “la direzione intrapresa è quella giusta”, dice il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca. Il trend dei ricoveri in riduzione (37.452 in totale, 31.787 quelli in degenza ordinaria) per Duca “è un dato positivo”. Come “altro indicatore di appropriatezza” è il numero dei ricoveri di alta specialità (3.662, l’11% del totale) e quelli in Day Hospital (2.392) e in Day Surgery (3.273).

La degenza media risulta invece stabile (7,60 nel 2017 e 7,78 nel 2018). Inoltre – ha sottolineato Duca – gli accessi al Pronto Soccorso stanno scendendo (60.845 nel 2018 contro i 61.223 del 2017), così come è diminuita la percentuale di ricoveri dal Pronto Soccorso (dal 33,9% nel 2014 al 26,8% nel 2018), tutti elementi “che favoriscono un percorso assistenziale più appropriato”. Aver poi superato gli ottomila casi in osservanza breve per Duca vuol dire “un armonico lavoro fatto tra Pronto Soccorso e aree mediche per eliminare ricoveri inappropriati”.

Un tipo di ricoveri, questi ultimi, calati e passati dal 16,5% al 16,1%. Un altro dato messo in evidenza dal direttore generale è quello della percentuale di fratture al femore operate entro 48 ore, perché “abbassare i tempi significa diminuire anche i rischi di morte del paziente”. “Attraverso uno sforzo messo in campo con ortopedici e anestesisti siamo passati dal 46,8% al 65,6%” ha detto Duca.

Relativamente ai parti, i dati presentati dall’Azienda ospedaliera indicano che crescono i parti fisiologici (dal 73,8% al 76,5%) e calano i cesarei primari: “Questi ultimi – ha concluso Duca – devono stare sotto il 20%, se guardiamo alla media nazionale, ed il fatto che noi stiamo al 15%, e quindi cinque punti percentuali sotto la media, è molto indicativo».

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