Sciopero metalmeccanici, otto ore di braccia incrociate

Protesta per il contratto, sicurezza e riduzione orario

Otto ore di sciopero in tutti i turni per i lavoratori del settore metalmeccanico in Umbria e nel resto d’Italia. La mobilitazione è stata indetta da Cgil, Cisl e Uil in risposta alla decisione di Federmeccanica di interrompere la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale. A Perugia, una delegazione di lavoratori ha manifestato in piazza Italia.

Il settore metalmeccanico in Umbria è caratterizzato da dinamiche economiche contrastanti. Se alcuni comparti, come quello aeronautico, mostrano segnali di stabilità, altri, come l’automotive e il suo indotto, risentono della crisi e delle incertezze legate ai dazi commerciali. Le rivendicazioni dei lavoratori non riguardano solo gli aspetti salariali, ma anche la sicurezza sul lavoro, tema tornato di attualità dopo il recente incidente alle acciaierie di Terni.

Il segretario generale di Uilm Perugia, Daniele Brizzi, ha spiegato che la protesta mira a ottenere la riapertura della trattativa con Federmeccanica, bloccata dal novembre 2023. “Chiediamo un contratto nazionale che tuteli i diritti, garantisca sicurezza e riduca l’orario di lavoro senza tagli salariali”, ha dichiarato.

Sulla stessa linea il segretario regionale di Fim-Cisl Umbria, Andrea Calzoni, che ha sottolineato come il mancato rinnovo del contratto riguardi oltre 1,5 milioni di lavoratori in tutta Italia. “Non si tratta solo di salari, ma anche di sicurezza, formazione e welfare. La rigidità di Federmeccanica sta paralizzando la trattativa e mette in discussione il ruolo della rappresentanza sindacale”, ha affermato. Secondo Calzoni, ulteriori mobilitazioni potrebbero essere necessarie.

Il segretario provinciale della Fiom Perugia, Marco Bizzarri, ha ribadito che il blocco del rinnovo contrattuale si inserisce in un contesto economico difficile. “In Italia, i salari reali sono diminuiti rispetto al 2008. Il rinnovo del contratto nazionale è essenziale per migliorare le condizioni di chi oggi lavora con stipendi al limite della soglia di povertà”, ha detto. La piattaforma sindacale prevede non solo aumenti salariali, ma anche riduzione dell’orario di lavoro e potenziamento delle misure di sicurezza.

Il tema della sicurezza resta centrale, soprattutto dopo gli ultimi incidenti nei siti produttivi. I sindacati chiedono il rafforzamento del ruolo degli RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e una maggiore attenzione alla prevenzione. Il confronto con Federmeccanica appare ancora distante, ma i sindacati confermano la volontà di proseguire la mobilitazione fino a ottenere risposte concrete.

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