Matteo Salvini a Mattino Cinque: “Cercheremo di dare cittadinanza a questi due bambini”

Salvini a Mattino Cinque, cercheremo di dare cittadinanza ai due bambini

Non solo non si è pentito e ha provato a sostenere che non voleva far del male, ma ha tentato anche di giocare la carta dell’ incapacità di intendere e di volere, Ousseynou Sy, l’ autista che tre giorni fa ha tenuto in ostaggio per quasi un’ ora e mezza 51 bambini, due insegnanti e una bidella e poi ha dato fuoco al bus, a San Donato Milanese. Si è giustificato con le “voci” di “bambini morti in mare” che l’ avrebbero spinto ad agire, ma il gip non ha creduto a quella “posticcia e maldestra opera di rivisitazione della realtà” e ha deciso che deve rimanere in carcere anche per l’ accusa principale di strage aggravata dalla finalità terroristica. Anche per il ministro dell’ Interno Matteo Salvini è bene che “non lo si faccia passare per il matto del paese”.

Il titolare del Viminale replica poi a Ramy Shehata, uno dei ragazzini ‘ eroi’ che aveva auspicato la concessione della cittadinanza anche a tutti i suoi compagni.

“Questa – sottolinea il ministri – è una scelta che potrà fare quando verrà eletto parlamentare, per intanto la legge sulla cittadinanza va bene così com’ è”. La difesa del 47enne, col legale Davide Lacchini, sia nell’ indagine che nel processo punterà ad ottenere una perizia psichiatrica.

Sul punto è tranciante, tuttavia, la valutazione del gip Tommaso Perna, che ha convalidato l’ arresto e disposto il carcere anche per sequestro di persona, incendio e resistenza, facendo notare che Sy ha iniziato a parlare di “voci” nella testa solo ieri. Non l’ aveva fatto, invece, davanti al capo del pool antiterrorismo milanese Alberto Nobili e al pm Luca Poniz. “Ricorrono nella mia mente le voci dei bambini morti – ha detto al gip -. Una volta sull’ autobus mi si è presentato un bambino che mi ha chiesto di direzionare l’ autobus a Linate”. E ha mostrato al giudice una “effige in cui è raffigurato il vicepremier Di Maio” presentata “come la foto di un bambino morto”. Una recita in contrasto con un “convincimento ideologico” ribadito con lucidità: l’ Europa sfrutta l’ Africa e fa morire gli africani in mare.

“L’ Africa sta da sola, voi state da soli e staremo bene – ha messo a verbale – perché ci sta uccidendo (…) è un genocidio (…) i bianchi ci vogliono tutti morti”.

Così Sy, terrorizzando 51 bambini, ha voluto intimidire una “popolazione, colpita nella sua primaria essenza vitale, ovvero i suoi figli”; ha “reagito – spiega il gip – ad un male che egli ritiene ingiusto per il suo popolo, con una sorta di rappresaglia verso un altro popolo”. Lo scopo “era quello di costringere, o comunque condizionare, le politiche migratorie attualmente adottate dal Governo”. Aveva cosparso il bus di benzina, aveva un coltello, un accendino ma anche una pistola (non è stata trovata), come ha raccontato un insegnante: “Ha alzato la sua maglietta mostrando una pistola inserita all’ interno dei pantaloni”. Prima di entrare in azione ha realizzato un video-manifesto e “ho fatto – ha rivelato – qualche telefonata alle persone ‘ Guardate che mi farò sentire’ “.

Per recuperare il filmato inviato sul suo canale privato di YouTube, mai arrivato ai suoi contatti perché era troppo lungo, gli inquirenti hanno chiesto aiuto a Google, che controlla la piattaforma video.

Per il gip, poi, è stato Sy ad appiccare il fuoco, quando ancora non tutti i ragazzini “erano riusciti a scappare”. Se non ci sono state “conseguenze” peggiori è stato per il “coraggio” di alunni e insegnanti, che lui voleva usare “scudi umani”, e dei carabinieri. A cui si può aggiungere “una certa trascuratezza del piano programmato” che prevedeva come “epilogo” Linate, dove avrebbe voluto prendere un aereo per il Senegal. Intanto, dalla prossima settimana gli inquirenti, con audizioni protette, raccoglieranno le testimonianze dei bambini.

E intanto…

Il protocollo per l’ esportazione di carni suine congelate italiane verso la Cina conferma la grande attivita’ di mediazione diplomatica e di trattativa commerciale svolta in questi giorni dal Governo. Grazie all’ accordo per la Via della seta si aprono nuovi e interessanti scenari per il mercato agroalimentare italiano in Cina. Un rapporto che ha gia’ fruttato 439 milioni di euro per l’ export del settore agroalimentare, secondo gli ultimi dati Istat 2018 elaborati da Coldiretti: numeri piu’ che triplicati negli ultimi 10 anni (+254%). E’ possibile creare nuovo lavoro per le imprese italiane. Era ora.

Stimolare un mercato in un momento di grande difficolta’ , con l’ esportazione verso una realta’ importante come la Cina puo’ dare nuovo impulso al settore. I produttori italiani di carni suine hanno bisogno di un governo che li tuteli e che offra opportunita’ per l’ esportazione.

Se il Made in Italy e’ un valore, solo con questi accordi possiamo dimostrarlo. Grazie al nostro vice premier Matteo Salvini ed al ministro Centinaio che hanno saputo realizzare un accordo che fino ad oggi sembrava impossibile”. E’ quanto si legge in una nota del senatore della Lega e componente della commissione Agricoltura al Senato, Giorgio Maria Bergesio.(

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