Residenza San Martino di Perugia, eseguiti 216 tamponi: tutti negativi

 
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Residenza San Martino di Perugia, eseguiti 216 tamponi: tutti negativi

PERUGIA – Dopo quattro lunghissimi giorni di test la presidenza dell’istituzione annuncia di aver avuto l’esito dei tamponi da COVID-19 per le tre strutture della Fondazione Sodalizio di San Martino, di cui una Residenza Protetta per ospiti non autosufficienti e due strutture residenziali per autosufficienti, “Residenza Comunitaria” e “Oasi”, oltre al personale assistenziale, amministrativo, del servizio ristorazione e del servizio pulizie. In tutto i tamponi effettuati sono stati ben 216 e sono risultati tutti negativi.

“Nella situazione che stiamo vivendo, con le quotidiane cronache che ci giungono da tutta Europa, e gli immancabili bollettini di guerra nelle residenze per anziani, questo – rimarca il presidente dottor Alfredo Arioti – è un risultato di grande importanza, ottenuto in un contesto di grandi difficoltà”.

Spiega ancora il presidente: “Le residenze per anziani del Sodalizio sono state ideate, sia strutturalmente, che come organizzazione dei servizi, per essere fortemente integrate con il contesto cittadino e favorire la più ampia socializzazione.

La città ben conosce il nostro Teatro, che ospita un importante cartellone di compagnie dialettali, o il nostro ristorante e il bar aperti al pubblico, numerosi sono i volontari, organizzati o meno, che affollano le nostre strutture, rendendole un posto migliore dove vivere Queste, che sono da sempre il nostro Dna e le nostre più grandi qualità, in questo periodo di pandemia, rischiavano di essere, purtroppo, il nostro più grande pericolo. Si è dovuto, quindi, procedere ad una completa e rapidissima riorganizzazione di tutti i servizi, secondo logiche di rigorosa limitazione degli accessi alle strutture, di compartimentazione dei servizi, di utilizzo diffuso di DPI e mantenimento del distanziamento sociale, che, comunque, creano barriere comunicative con le persone anziane che ospitiamo. Ci siamo resi conto di quanto sia difficile dare serenità ad una persona senza poterla abbracciare, senza stringerle la mano, senza che possa vedere il nostro sorriso, abbiamo imparato, una volta di più, a costruire una relazione fatta di sguardi e di presenze”.

Come è stato possibile, presidente?

Con un enorme sforzo compiuto da tutte le persone che lavorano all’interno delle strutture, che, non solo hanno attuato rapidamente la riorganizzazione di tutti i servizi, ma hanno, anche, partecipato a idearla, grazie alla comprensione e collaborazione di tutti gli ospiti e dei loro familiari, nonchè con il supporto della città. In questo contesto ci preme ringraziare quei cittadini che, conoscendoci per nome o per diretta esperienza, in questi momenti di difficoltà, hanno voluto concretamente sostenerci. Siamo certi, d’altronde, che non resteranno casi isolati”.

E per il futuro?

La strada che ci troveremo a dover percorrere sarà sicuramente ancora dura e lunga, ma quello di oggi è un messaggio positivo e un segno di speranza e di fiducia per il futuro.

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