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Banche: Philipp Rickenbacher nuovo Ad di Julius Baer Nomina a partire dall’ 1 settembre, sostituirà Bernhard Hodler

Il Cda di Julius Baer, la principale banca svizzera che opera nel private banking e nel risparmio gestito per la clientela privata e istituzionale, ha nominato Philipp Rickenbacher nuovo amministratore delegato a partire dall’ 1 settembre 2019. Lo rende noto la banca evidenziando che la nomina rientra nella “pianificazione di successione a lungo termine”.

L’ attuale ceo Bernhard Hodler lascerà la banca il 31 agosto 2019. Philipp Rickenbacher, 48 anni, è entrato nella banca svizzera nel 2004 dopo aver lavorato con McKinsey. Attualmente è a capo degli intermediari e della custodia globale della banca. In precedenza si è anche occupato dello sviluppo dell’ approccio di consulenza innovativa della banca.


Deutsche bank: avvia piano tagli da 18mila posti e crea bad bank

La tedesca Deutsche Bank avvia una profonda ristrutturazione, la piu’ drastica nel settore bancario dalla crisi del 2008: taglia 18.000 posti e crea una bad bank da 74 miliardi di euro, dove dirotta i titoli in perdita della sua investment bank statunitense. Di fatto Deutsche conferma la sua intenzione di chiudere gradualmente le sue attivita’ di trading a livello globale e riduce del 40% la sua attivita’ di investment banking e cioe’ di negoziazione titoli e obbligazioni. I tagli dei posti di lavoro si concentreranno nelle sedi di New York e Londra.

La conseguenza di questa drastica ristrutturazione, come stima il board in un comunicato diffuso domenica, e’ che Deutsche Bank prevede di chiudere il secondo trimestre con una perdita netta di 2,8 miliardi di euro.

Si tratta del piu’ grande piano di ristrutturazione della storia della banca che prevede la soppressione, entro il 2022, di 18 mila posti di lavoro, un quinto della sua forza lavoro e l’ uscita dal mercato azionario globale.

Cosi’ Deutsche tenta di lasciarsi alla spalle una profonda crisi, rinunciando al suo ruolo di banca globale, in concorrenza con i colossi di Wall Street e in particolare con Goldman Sachs. Il piano comportera’ nell’ immediato futuro oneri per 3 miliardi di euro nel secondo trimestre dell’ anno fiscale in corso e provochera’ una perdita netta di 2,8 miliardi di euro, ha avvertito l’ istituto. “La ristrutturazione si tradurra’ in una riduzione del numero di posizioni equivalenti a tempo pieno di 18 mila unita’ entro il 2022”, che portera’ la forza lavoro totale della banca “a circa 74 mila addetti”, si legge in un comunicato della banca, rilasciato dopo una riunione del suo consiglio di sorveglianza.

Queste “riduzioni sostanziali della forza lavoro” richiederanno “decisioni scomode”, ha detto l’ amministratore delegato Christian Sewing in una nota interna al personale resa nota dal Financial Times. Deutsche creera’ una nuova bad bank – soprannominata “unita’ di emissione di capitali” – dentro la quale confluiranno 74 miliardi di euro di attivita’ ponderate per il rischio, pari a un’ esposizione in bilancio di un leverage, cioe’ di un effetto leva di indebitamento di 288 miliardi di dollari. la banca si aspetta che le cessioni di attivita’ consentiranno di restituire 5 miliardi di euro agli azionisti tramite dividendi speciali o riacquisti di azioni dal 2022.

La ristrutturazione richiedra’ anche una( rivoluzione del management. i A saltare sono il potente capo del retail e dell’ istituto, Franck Strauss. La sua testa si aggiunge a quelle di Gart Ritchie, responsabile di Corporate e Investment banking, e Sylvie Matherat, numero uno del regolatorio.

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