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Elezioni regionali, autocandidatura di Fora, Ferrucci non l’ha presa bene

Andrea Fora è candidato a presidente della regione Umbria. Ma Luca Ferrucci non ha digerito la sua «autocandidatura». Lo riporta oggi la Nazione Umbria. In particolare il docente di Economia, firmatario con altre duecento persone del manifesto del «Cantiere civico» dice che la disponibilità a candidarsi a presidente della Regione da parte di Fora «rischia di escludere, o comunque di depotenziare, un percorso che, insieme a molti altri, avevamo immaginato».

Fora ieri ha dichiarato dicendosi pronto al grande passo. Fora e Ferrucci sono i personaggi di spicco del «Cantiere civico» che riscuote consensi nel Pd.

C’è pochissimo tempo e le elezioni regionali sono vicine.«Ciò non significa – dice Ferrucci alla Nazione – che si debba stravolgere l’unico metodo che possiamo percorrere in una precisa sequenza. Ci vuole innanzitutto un progetto politico e programmatico incentrato su quel “nuovo” di cui vi è tanto bisogno nella nostra regione. Solo alla fine di questa fase progettuale si dovrebbe procedere all’individuazione di una “rosa” di candidati a presidente da presentare ad un tavolo di coalizione».

«Il civismo in Umbria – continua – non è rappresentato da Fora o da Ferrucci, ma da centinaia di persone, associazioni e amministratori locali che sono impegnati in varie comunità e si sono resi disponibili a contribuire a realizzare questo percorso politico. In questo spirito, mi sono messo a disposizione per un percorso politico collettivo e partecipato, senza pensare a protagonismi individuali e candidature e senza nessun’altra finalità se non quella di dare un contributo di idee sui principali problemi di questa regione, nell’ottica di un governo riformista e progressista, contrastando una destra incapace e arrogante. Nessuna persona ha un “monopolio” di civismo in Umbria. Non ci possono essere spazi per auto-candidature e iniziative autonome. Non ci si può candidare in nome e per conto di altri, ma sono gli altri – i civici tutti – ad indicare le loro volontà e preferenze. Ritengo che debba essere il civismo – per quanto possibile tutto insieme – a delineare, con autonomia, il proprio percorso politico per giungere a definire prima le idee e i programmi e poi le liste e i candidati. Certo che bisogna accelerare – conclude Ferrucci – ma non possiamo stravolgere questo metodo».

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