Rassegna stampa dell’Umbria 30 settembre 2019 UjTV News24 LIVE


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Cambi casacca e Verini ti stacca la multa di 30 mila euro, è polemica nel Pd

«Inseguire il M5S, prevedere una multa e una sorta di di vincolo di mandato per i candidati alle regionali del Pd in Umbria, non mi sembra affatto una buona idea. Il commissario del Pd Walter Verini ci ripensi». Sono le parole del capogruppo al Senato del Pd Andrea Marcucci.

La multa da 30 mila euro per i consiglieri regionali che cambiano casacca, non va giù affatto. L’idea di Verini viene definita un atto “antidemocratico”.

A Marcucci fanno eco anche Matteo Orfini e Zingaretti, il segretario nazionale invita Verini a correggere la “sciocchezza”. Sotto il fuoco “amico” il commissario Pd umbro, Walter Verini si difende e definisce la multa con un altro termine: “Rimborso per danno di immagine”. E avrebbe provato anche a scaricare la responsabilità su Giacomo Leonelli che smentisce.

GIACOMO LEONELLI – Leggo che il commissario umbro del PD Verini attribuirebbe a me la proposta del cosiddetto rimborso a titolo risarcitorio di 30mila euro previsto in caso di abbandono del gruppo consiliare da parte degli eletti. Sinceramente non ricordo di aver espressamente fatto questa proposta, ma  posso dire che il principio generale di questa idea è stato sostanzialmente condiviso da me e dagli altri colleghi candidati. L’obiettivo, per come io l’ho interpretato, è quello, semplicemente, di garantire a un partito che a livello territoriale vive solo sulle contribuzioni degli eletti, una entrata certa, nel pieno rispetto della legge, oltre che del codice etico, dello statuto e dei regolamenti finanziari del Pd – spiega Giacomo Leonelli -. Nel corso della passata legislatura, da segretario regionale, ho potuto toccare con mano la delicatezza dell’argomento, quando un consigliere ha scelto di uscire dal Pd e dal gruppo; già allora attività politica e posti di lavoro dei dipendenti rischiarono di risentirne in maniera importante. Anche per questo non ci è sembrata, a me e agli altri colleghi, così fuori luogo l’idea di impegnare tutti gli eletti a corrispondere una cifra che comunque è meno della metà di quanto dovrebbe versare un consigliere in via ordinaria in caso di elezione in cinque anni al Pd”. Così, in una nota, il candidato Pd alle regionali Giacomo Leonelli.

Insomma per quegli eletti che decideranno di lasciare il Partito democratico si prospettano tempi di “dazio”. I candidati si sono trovati a dover firmare anche un contratto con penale.

Di tutt’altra natura è, invece, il punto di vista del capolista del Pd, il fisico Luca Gammaitoni:

LUCA GAMMAITONI – «Non comprendiamo sinceramente questa polemica. É una proposta nata al nostro interno, che il Tesoriere ha inserito nelle regole che ogni candidato sottoscrive con il proprio partito al momento dell’accettazione della candidatura. Per noi è un patto politico-morale, per rispetto della comunità di elettori democratici che ci voterà sotto il simbolo Pd non certo un vincolo sanzionatorio. E come tale l’abbiamo sottoscritto”. Così, in una nota, il capolista Pd Luca Gammaitoni sulla sottoscrizione tra il Pd Umbria e i candidati alle regionali.

Vincenzo Bianconi

Valerio Mancini

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