Protesta dei consiglieri di minoranza, tutela della trasparenza e dei cittadini

 
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Protesta dei consiglieri di minoranza, tutela della trasparenza e dei cittadini

Mascherine indossate, due cartelli a testa i 5 consiglieri di Minoranza di Palazzo Cesaroni hanno inscenato una protesta nell’atrio di Palazzo Cesaroni. Il titolo della singolare conferenza stampa era “mancate risposte agli atti di sindacato ispettivo proposti a tutela della trasparenza e dei cittadini”.

I consiglieri regionali, Tommaso Bori, Vincenzo Bianconi, Thomas De Luca, Simona Meloni e Michele Bettarelli, chiedono chiarimenti in merito ai test rapidi (leggi), all’ospedale da campo, al ciclo dei rifiuti, quanti dispositivi di protezione sono stati comprati causa pandemia e poi anche sisma, ricostruzione, riconoscimento agli operatori della sanità.

Insomma di tutto di più, all’indomani della notizia relativa alla indagine della Corte dei conti giustappunto relativa all’acquisto dei test rapidi. Ma anche e soprattutto chiedono perché agli atti di richiesta non segua mai niente da parte della Giunta.

La Corte dei conti dell’Umbria sta svolgendo accertamenti sull’acquisto diretto da parte della Regione di 15 mila test immunologici e altrettanti molecolari per il Covid. Lo scrive il Messaggero sulle pagine umbre. La vicenda è già al centro di una polemica politica ormai da giorni. Gli accertamenti sono stati affidati dalla procura contabile alla guardia di finanza. Le fiamme gialle hanno quindi chiesto alla Regione alcuni documenti. In particolare – scrive il Messaggero – copie del carteggio con la ditta di Città di Castello dalla quale sono stati acquistati i test rapidi. Nei giorni scorsi sempre la procura della Corte dei conti aveva chiesto documenti in relazione all’ospedale da campo che la Regione intende realizzare per eventuali emergenze legate all” emergenza coronavirus.

I consiglieri, in piedi davanti all’ingresso del Palazzo con i giornalisti al di là della barriera delle porte automatiche, hanno tenuto in mano dei cartelli con su scritte le richieste inevase: “quanti dispositivi di protezione sono stati acquistati?” (interrogazione del 31 marzo scorso), “quale riconoscimento per gli operatori della sanità?” (interrogazione del 9 aprile), “Tesei chiarisca su test rapidi e ospedale da campo” (istanza di accesso agli atti del 5 aprile), “affidamento diretto sull’acquisto di test pungidito” (istanza di accesso agli atti del 27 aprile, “nuovo ospedale di Narni-Amelia, quale futuro?” (interrogazione del 16 gennaio), “comunità sisma 2016 nessuna attenzione” (interrogazione del 28 febbraio), “chiusura del ciclo dei rifiuti-no inceneritori” (interrogazione del 21 febbraio).

  • Siamo stati costretti a fare questa conferenza stampa

Il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Bori, ha detto: “Siamo stati costretti a fare questa conferenza stampa perché non abbiamo ricevuto risposta alle interrogazioni, viene ritardato o negato l’accesso agli atti che è una prerogativa essenziale per noi consiglieri, sono saltate sedute del Comitato di controllo e presenze di esponenti della Giunta in commissione. Una mancata chiarezza nel trasmettere informazioni non solo a noi, ma anche ai giornalisti e a tutta la comunità che rappresentiamo.

  • Questa è l’Umbria a trazione leghista

Abbiamo perfino inviato una diffida alla Presidente Tesei, oltre che agli organi competenti, e neppure questa abbiamo avuto risposta. Questa è l’Umbria a trazione leghista”. Il capogruppo del Movimento 5 stelle, Thomas De Luca, ha parlato di “sospensione della democrazia. Chiediamo che ci vengano fornite risposte dovute, ma ciò non avviene, non rispettando tempistiche previste per legge, cosa che potrebbe configurarsi come omissione di atti d’ufficio. Abbiamo anche chiesto i rendiconti elettorali di tutte le forze politiche, per sapere chi le finanzia, ma non abbiamo né risposte né accesso a queste informazioni”.

  • Questa regione aveva bisogno di un cambiamento

Vincenzo Bianconi (gruppo Misto) ha detto che “questa regione aveva bisogno di un cambiamento, ma questo è il peggior modo di fare politica. Non c’è il coraggio di entrare nel merito e discutere veramente le cose, di mettersi in discussione. I ritardi indeboliscono la comunità, mentre il tempo è fondamentale. Sono state bocciate anche proposte buone. Dobbiamo aspettare gli ordini dei partiti da Roma, che non fanno certo gli interessi dell’Umbria”.

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