Presidio a Perugia contro il silenzio Rai sui referendum

Cgil Umbria chiede informazione pubblica per i cittadini

Martedì 29 aprile si è svolta a Perugia una manifestazione davanti alla sede regionale della Rai promossa dalla Cgil Umbria. Il presidio si inserisce in una mobilitazione nazionale contro la mancata copertura informativa del servizio pubblico riguardo i referendum abrogativi previsti per l’8 e 9 giugno. L’iniziativa ha coinvolto numerose città italiane, con l’obiettivo di sollecitare il rispetto del diritto all’informazione e il riconoscimento del valore democratico della consultazione referendaria.

Secondo i promotori, l’assenza di una comunicazione adeguata da parte dei media pubblici rappresenta un attacco ai principi costituzionali. Al centro della protesta, il timore che milioni di cittadini non siano messi nelle condizioni di conoscere i contenuti dei cinque quesiti referendari, che riguardano aspetti fondamentali della normativa sul lavoro e sull’accesso alla cittadinanza. Per questo, viene richiesta una maggiore trasparenza e un’informazione completa da parte delle emittenti del servizio pubblico.

I manifestanti hanno denunciato l’inadeguatezza del trattamento riservato all’iniziativa referendaria, sostenuta da una vasta partecipazione popolare durante la fase di raccolta firme. La mobilitazione ha voluto evidenziare la necessità che la Rai, in quanto servizio pubblico, assuma il ruolo di garante dell’accesso all’informazione, assicurando spazi e approfondimenti sui temi oggetto di consultazione.

La segretaria confederale della Cgil Umbria, Maria Rita Paggio, ha sottolineato la gravità di un silenzio che rischia di compromettere la possibilità per i cittadini di esprimere un voto consapevole. Ha inoltre ribadito l’importanza di restituire piena visibilità a una fase democratica fondata sulla partecipazione, sulla dignità del lavoro e sull’estensione dei diritti civili. La richiesta al servizio pubblico è quella di garantire il pluralismo e contribuire alla formazione di un’opinione pubblica consapevole.

Il presidio a Perugia ha visto la partecipazione attiva anche di lavoratori della stessa Rai, in segno di solidarietà verso le richieste del sindacato. Il movimento si è sviluppato anche in altre città, tra cui Bologna, Cosenza, Milano e Pescara, tutte unite nel richiedere attenzione e rispetto per una fase fondamentale della vita democratica italiana, che riguarda direttamente milioni di cittadini.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*