Precari della Giustizia in piazza, protesta a Perugia

Chiedono la stabilizzazione dopo anni di servizio nei tribunali

Si è svolta martedì 1° luglio una manifestazione davanti alla Corte d’Appello di Perugia, organizzata dai sindacati Fp Cgil, Uil Pa e Usb Pi, per richiamare l’attenzione sulla situazione dei precari della Giustizia. La mobilitazione si inserisce in una più ampia protesta a livello nazionale, con iniziative analoghe davanti ai principali palazzi di giustizia del Paese.

I lavoratori precari impiegati nel settore della Giustizia sono circa 12mila in tutta Italia. Di questi, un centinaio opera nella provincia di Perugia, suddivisi in parti uguali tra il tribunale e la Corte d’Appello del capoluogo umbro. Rappresentano una componente significativa della forza lavoro del Ministero della Giustizia nel territorio: circa un terzo del totale provinciale.

Il loro ingresso negli uffici giudiziari risale al 2022, quando vennero assunti grazie ai fondi messi a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). L’obiettivo era quello di migliorare l’efficienza del sistema giudiziario, accelerare i procedimenti e ridurre l’arretrato. A distanza di due anni, però, il futuro di questi lavoratori è incerto.

I contratti temporanei che li legano all’amministrazione scadranno tra un anno, ma al momento il governo ha previsto risorse per stabilizzare soltanto 3mila di loro. Restano dunque circa 9mila persone in una condizione di incertezza lavorativa. A Perugia, la preoccupazione è palpabile, come dimostrato dalla partecipazione al presidio.

Secondo i sindacati, il contributo dei precari è stato determinante non solo per smaltire i procedimenti pendenti, ma anche per introdurre e gestire innovazioni digitali e organizzative all’interno delle strutture giudiziarie. La loro esclusione da un processo di stabilizzazione rischierebbe, a detta delle organizzazioni promotrici, di vanificare i risultati ottenuti con i fondi europei.

Inoltre, il rischio concreto è che il personale già in servizio venga sottoposto a una maggiore pressione lavorativa, aggravando ulteriormente le criticità di un sistema che soffre da tempo per la carenza strutturale di organico. I sindacati sottolineano che i pensionamenti nel settore continuano ad aumentare, rendendo ancora più urgente un intervento stabile sul fronte delle assunzioni.

La manifestazione di Perugia si inserisce in un percorso di mobilitazione sindacale più ampio, che mira a ottenere l’inserimento strutturale di tutti i lavoratori coinvolti nel piano straordinario del Pnrr. Il rischio, secondo i promotori dell’iniziativa, è che senza un’adeguata pianificazione e senza il reperimento delle risorse necessarie, il sistema giudiziario possa trovarsi in seria difficoltà nel medio termine.

La protesta ha voluto inoltre porre l’accento sulla necessità di una politica occupazionale più coerente con le esigenze della pubblica amministrazione. L’assenza di garanzie per migliaia di lavoratori rappresenta, secondo le sigle sindacali, una contraddizione rispetto agli investimenti compiuti nel settore giustizia in questi ultimi anni.

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