Pietre che cantano. Lo stigma del fuoco, 22 spettacoli in 12 comuni dell’Umbria
Ben oltre i numeri, quello di UmbriaEnsemble è un calendario che fa della qualità, oltre alla quantità, il suo punto di forza. Per la rete di fertile sinergia stabilita con le Amministrazioni locali, con gli Enti come la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, con le Istituzioni culturali come Università degli Studi, Accademia di Belle Arti ed i due Conservatori dell’Umbria, che, insieme ad UmbriaEnsemble, collaborano attivamente alla realizzazione degli spettacoli.
Ma, su tutto, il punto di forza della proposta culturale/artistica di UmbriaEnsemble resta sempre il pubblico con il quale si è stabilito un rapporto di fiducia e comunicazione, accorciando spesso le distanze tra produzione e fruizione che è il principale gap della Musica d’Arte oggi.
La scelta tematica della rassegna 2024 si pone in linea di continuità con le precedenti edizioni di Pietre che Cantano, sottolineando cioè la stretta e consapevole relazione tra progetto artistico e sito monumentale di destinazione; ma, pure, intende caratterizzarsi per il tema specifico di quest’anno, ispirato all’800° anniversario delle celebrazioni francescane (2023: Regola/2024: Stimmate).
Una rassegna di spettacoli dal vivo tematica e dall’ispirazione fortemente unitaria sul tema della disciplina e delle STIMMATE FRANCESCANE, tema declinato sia nel versante sacro che in quello laico, interpretato come “Sacro Fuoco dell’Arte“, con la presenza di grandi Artisti di discipline diverse. In un panorama culturale e artistico assai affollato di eventi di ogni tipo, UmbriaEnsemble presenta una rassegna fortemente coerente e connessa tra gli eventi dello stesso cartellone, così da guidare il pubblico in un itinerario formativo sempre più logico, organico ed approfondito grazie anche alle presentazioni che anticipano ogni singolo evento, specificamente creato per il sito di destinazione.
Un impegno congiunto, tra Artisti ed Istituzioni, a sostenere la dimensione creativa dell’Arte e della Cultura, l’unica capace di esprimere consapevolmente e rispettosamente il senso più profondo della nostra “humanitas”, pericolosamente minacciata da un sordo meccanicismo a quel dominio della tecnica ben interpretato dai successi dell’ A I al quale rischiamo tutti di consegnarci senza appello.

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