Tre arresti e beni confiscati per oltre quattro milioni
Nella mattinata del 2 dicembre 2025, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari personali e reali emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura. L’intervento ha portato all’arresto di tre persone e al sequestro di beni per un valore stimato di almeno quattro milioni di euro.
In carcere sono finiti Domenico Chiavazzo e Paolo Memoli, mentre Giovanni Petruzzellis è stato posto agli arresti domiciliari. Le indagini, condotte tra Salerno, Napoli e Foggia, hanno ricostruito un articolato sistema criminale basato sull’esercizio abusivo del gioco online e sulla raccolta di scommesse clandestine. L’attività investigativa, sviluppata attraverso intercettazioni, videosorveglianza e testimonianze di collaboratori di giustizia, ha evidenziato come i tre fossero promotori e organizzatori di un’associazione dedita anche a riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
Il meccanismo ruotava attorno alla piattaforma “Lireservice”, accessibile tramite apparecchiature denominate Totem, distribuite a numerosi esercenti su scala nazionale. Il circuito parallelo, apparentemente regolare, consentiva di aggirare i controlli dell’ADM e di convogliare ingenti somme nelle casse dell’organizzazione. Si stima un giro d’affari superiore ai 25 milioni di euro.
Il G.I.P. ha disposto anche il sequestro di società, immobili, autovetture di lusso e denaro contante. Tra i beni figurano 17 fabbricati aziendali, locali commerciali, appartamenti di pregio, tre terreni e vetture come Porsche Cayenne e Audi Q8. Coinvolti altri 14 indagati, ritenuti intestatari fittizi e riciclatori.
Secondo gli inquirenti, parte delle attività avrebbe agevolato il clan dei Casalesi, fazione Schiavone, configurando l’aggravante mafiosa prevista dall’art. 416 bis.1 c.p. Parallelamente, l’organizzazione si era dotata di una rete di società cartiere e prestanomi per reinvestire i proventi illeciti, soprattutto nel settore immobiliare.
Il provvedimento cautelare, come precisato dalla Procura, non rappresenta una sentenza definitiva e sarà sottoposto al vaglio dei giudici nelle successive fasi processuali.

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