Oltre 50 mila famiglie in povertà, intervista a Marcello Rinaldi, Caritas



Oltre 50 mila famiglie in povertà, intervista a Marcello Rinaldi, Caritas

Nel 2018, in Umbria, la quota di famiglie in povertà relativa è pari al 14,3%, in crescita rispetto al 12,6% dell’anno precedente. In termini assoluti il fenomeno interessa oltre 50 mila famiglie (dato Istat).

Rispetto alle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà l’Umbria si colloca leggermente sopra la media nazionale dell’11,8%.

Nel 2018 i Centri di ascolto delle 8 Caritas diocesani hanno censito 4.599 beneficiari. Di cui: 2141 maschi e 2456 femmine. Ancora: 2101 erano disoccupati, 563 occupati, 270 casalinghe, 250 pensionati. Ancora: 283 senza fissa dimora, 2630 con figli, 45 con figli disabili.  Provenienza beneficiari: 1540 da Italia; 1368 da Africa; 890 da Europa; 329 da America; 112 da Asia.

Beneficiari per singole Diocesi (2018)

Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino: 711

Città di Castello: 262

Foligno: 360

Gubbio: 398

Orvieto-Todi: 421

Perugia-Città della Pieve: 1488

Spoleto-Norcia: 219

Terni-Narni-Amelia: 740

Tra i molteplici interventi realizzati da Caritas, si segnala l’espansione delle attività di ascolto e dei servizi di alloggio, attraverso varie strutture di accoglienza. Si espande fortemente anche la consulenza professionale (soprattutto di tipo medico, ed anche legale). Quanto all’offerta di beni e servizi materiali, essa si concreta in misura crescente attraverso l’attività degli Empori solidali, accresciuti di numero, con un forte aumento del numero di assistiti, dei volontari impiegati (alcune centinaia), e del valore economico dell’impatto sociale stimato (centinaia di migliaia di euro). Inoltre, negli Empori non solo si distribuiscono generi alimentari, ma si costruiscono relazioni e senso di appartenenza alla comunità, e possono compiersi percorsi formativi e culturali.

il Primo Rapporto sulle povertà redatto dalle otto Caritas diocesane dell’Umbria è stato presentato. Sono intervenuti il presidente della Conferenza episcopale umbra e arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, il delegato Ceu per il Servizio alla Carità e vescovo di Orvieto-Todi mons. Benedetto Tuzia, il delegato regionale della Caritas Umbria e direttore della Caritas diocesana di Orvieto-Todi prof. Marcello Rinaldi, Velia Sartoretti volontaria, Caritas che ha raccolto ed elaborato i dati.

Nel saluto iniziale l’arcivescovo Boccardo ha sottolineato come nelle Caritas umbre ci sia una povertà di generosità, ossia sta calando notevolmente il numero dei volontari e sta mutando lo stile del servizio della carità: «Non vorrei – ha detto – che il virus mortifero del prima noi e poi gli altri, del prima gli italiani, abbia intaccato anche le comunità cristiane che, dimenticando la dimensione costitutiva della carità in tutte le sue manifestazioni, diventano sterili e insignificanti. Come discepoli di Gesù, non possiamo trascurare la sua esortazione: “Quello che avete fatto al più piccolo dei fratelli, lo avete fatto a me”. E’ una sfida che ci attende, non piangerci addosso: non possiamo chiudere il nostro cuore alle ferite dell’uomo».

Dello stesso tenore l’intervento del vescovo di Orvieto-Todi mons. Tuzia, che ha sottolineato come la comunità cristiana faccia fatica a calarsi nella realtà concreta dove la gente vive. «Come Caritas, spesso, diamo priorità alle opere, non siamo in grado di guardare in alto, facciamo fatica a dare speranza al nostro prossimo – ha detto –. Forse è giunto il momento di avere uno sguardo veritiero e intelligente sulla società, come emerso anche dalla recente Assemblea ecclesiale regionale, per pensare a delle forme nuove di educazione alla carità. Così riusciremo, poi, a realizzare anche delle opere significative per la cura dei poveri».

Alla presentazione sono intervenuti i direttori delle otto Caritas dell’Umbria che, al termine, si sono recati presso la mensa Caritas “San Lorenzo” di Perugia per condividere il pranzo con i fruitori di questa opera segno della Chiesa perugina, e tenuto la loro mensile riunione della Delegazione. Si è deciso di promuovere annualmente un incontro su temi sociali di attualità nell’imminenza della Giornata mondiale dei poveri voluta da papa Francesco, invitando a questo incontro anche gli operatori dei media.

Ospiti e volontari della Mensa “San Lorenzo” hanno ben accolto questo momento di fraternità, ha commentato l’assistente sociale Stella Cerasa, responsabile di questa struttura di accoglienza, «perché la povertà la vivono ogni giorno anche se non amano essere definiti poveri. Sono stati molto colpiti – ha proseguito la responsabile – dell’interesse che ha avuto per tutti loro, nel colloquiare nel corso del pranzo, il vescovo Tuzia, che ha apprezzato molto l’operato dei volontari della Mensa che condividono, ogni giorno, la vita delle persone accolte».

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