‘Ndrangheta in Umbria, chieste ancora una volta dimissioni Arcudi

 
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‘Ndrangheta in Umbria, chieste ancora una volta dimissioni Arcudi

In avvio di consiglio comunale la capigruppo Pd Sarah Bistocchi ha presentato di nuovo la richiesta al Presidente del Consiglio Arcudi a fare un passo indietro, a seguito di quanto emerso nel corso delle indagini contro la ‘ndrangheta in Umbria, proposta sostenuta da tutte le forze di opposizione. “I fatti -ha detto nel suo intervento la capogruppo Pd- ci parlano di una società che non è stata capace di arrestare il diffondersi di questo sistema. La reazione delle istituzioni deve essere immediata e compatta, perché noi consiglieri qui siamo lo stato. Riteniamo, dunque, che il presidente del consiglio debba mettere in sicurezza il consiglio stesso e la città facendo un passo indietro.

Lo abbiamo chiesto una settimana fa affinché ciò avvenisse in modo spontaneo, ma non avendo avuto nessuna risposta siamo costretti a chiedere la revoca del presidente Arcudi. I perugini -ha concluso Bistocchi- non hanno bisogno di essere rassicurati ma si essere messi in sicurezza. Si tratta di una questione di opportunità politica che è anche a garanzia di tutti.” Dello stesso avviso anche il capogruppo Giubilei, che pur ribadendo prudenza nelle valutazioni dal punto di vista giudiziario, ha sottolineato anch’egli la necessità, dal punto di vista politico, di una risposta delle istituzioni forte e senza sconti “perché -ha detto- non è una battaglia di ordinaria amministrazione. L’approvazione dell’istituzione di una commissione antimafia da parte del consiglio è una risposta ma non basta.” Secondo Giubilei è mancata e manca un’iniziativa forte da parte del Sindaco, con un’assunzione di responsabilità da parte sua.

“Nel quadro di questa risposta forte delle istituzioni -ha concluso- il presidente del Consiglio non può restare alla guida del consiglio comunale, cuore della vita democratica della città. Un suo passo indietro sarebbe più facile e sarebbe un atto di garanzia delle istituzioni.” Anche la capogruppo Maddoli (Idee Persone Perugia) si è detta profondamente turbata per il quadro allarmante che è emerso dall’indagine e, richiamando don Ciotti, ha ricordato che le mafie sono forti quando la politica vacilla e la democrazia è debole. “Evidentemente -ha detto- anche in Umbria le istituzioni e la società civile non hanno fatto abbastanza. Non si può pensare che le forze dell’ordine e la magistratura facciano tutto da sole, anche la politica deve mettere in campo un piano forte e strutturato di contrasto alla mafia. Il Comune di Perugia ha il dovere di rafforzare l’azione di contrasto all’avanzata della malavita, capace di stroncare sul nascere le infiltrazioni delle organizzazioni mafiose. In questo momento -ha aggiunto- serve massimo rigore etico e intransigenza in chi opera nella politica e rappresenta le istituzioni.”

Per questo, anche Maddoli ha espresso la necessità che, dal punto di vista politico, vi sia un passo indietro del presidente del Consiglio, una decisione che, a suo avviso, anche la maggioranza dovrebbe fare propria a garanzia della città. Infine, anche la capogruppo M5S Tizi ha invitato a non far calare il silenzio sulla questione, perché -ha tenuto a precisare “la mafia si diffonde quando c’è il silenzio.” “Non vogliamo – ha proseguito Tizi, definendosi garantista dal punto di vista personale e giudiziario- nè accusare nessuno né tantomeno sostituirci alla magistratura, quanto piuttosto richiamare il sindaco e il presidente del consiglio alla loro responsabilità verso la città, per allontanare ogni sospetto verso le istituzioni, sulle quali non devono gravare ombre di nessun genere. Invitiamo ad un’attivazione spontanea del presidente, ma in mancanza chiederemo la revoca, come previsto dallo statuto e dal regolamento del consiglio comunale, per responsabilità di fronte ai cittadini che ci hanno eletto.”

La posizione della maggioranza è stata affidata al consigliere Nannarone, che ha ribadito la legittimità della riflessione da parte del presidente sul mantenere o meno la carica, visto che dal punto di vista giudiziario nulla è emerso, ma si tratta piuttoto di una valutazione prettamente politica. Una riflessione che, a suo avviso, richiede più tempo rispetto alla settimana richiesta dalle opposizioni. Il consigliere Pd Zuccherini ha, quindi, presentato la proposta di un consiglio grande sul tema della lotta alle infiltrazioni mafiose, sottoscritta da parte delle minoranze, ma aperta a tutti i consiglieri che volessero sostenerla.

“I cittadini -ha detto Zuccherini- vogliono essere al fianco delle istituzioni in questa lotta contro la mafia, per questo è importante avviare un confronto aperto, con l’obiettivo di non sottacere quello che sta accadendo nel nostro territorio e lavorare tutti insieme, amministrazione e cittadini, per contrastare la diffusione delle organizzazioni criminali in Umbria e a Perugia.”

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