Monsignor Maffeis convoca i media per difendere la verità sociale

 Incontro tra i giornalisti e la chiesa a Perugia

PERUGIA, 26 gennaio 2026 – La responsabilità della parola e il ruolo cruciale dell’informazione nel tessuto civile tornano al centro dell’agenda ecclesiale umbra. Mercoledì 28 gennaio 2026, alle ore 15.00, Mons. Maffeis accoglierà la comunità dei giornalisti e dei comunicatori presso la Sala delle Udienze del Palazzo Arcivescovile, nel cuore storico del capoluogo. L’appuntamento, ormai consolidato come un momento di alto valore etico e professionale, si colloca sotto l’egida di due ricorrenze fondamentali per il territorio e la categoria: la festa di San Francesco di Sales, patrono universale di chi opera nei media, e le celebrazioni per San Costanzo, guida spirituale della diocesi di Perugia-Città della Pieve.

L’iniziativa nasce dalla stretta collaborazione tra l’Ufficio pastorale per le Comunicazioni sociali e la sezione regionale dell’Ucsi, l’Unione cattolica stampa italiana. Non si tratterà di un incontro puramente formale, ma di un’opportunità per scendere nelle pieghe di una professione che attraversa una fase di profonda mutazione tecnologica e valoriale. Insieme a Mons. Maffeis, interverrà Luca Benedetti, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, per offrire una fotografia aggiornata sullo stato di salute dell’informazione locale e sulle sfide deontologiche che attendono chi, ogni giorno, ha il compito di narrare i cambiamenti della società contemporanea con onestà e rigore.

Al centro della riflessione proposta dall’Arcivescovo vi è la necessità di recuperare una narrazione che sia capace di generare coesione e non divisione. In un contesto mediatico spesso frammentato da algoritmi e disinformazione, Mons. Maffeis intende richiamare i professionisti del settore alla loro missione originaria: essere sentinelle della verità e custodi del bene comune.  La coincidenza con la vigilia della solennità di San Costanzo conferisce all’incontro un significato identitario profondo. È un richiamo alle radici di una comunità che trova nella celebrazione dei propri patroni il momento per ripensare il futuro. L’invito è rivolto non solo ai redattori delle testate storiche, ma a tutti gli operatori del digitale, videomaker e addetti ai flussi comunicativi che contribuiscono a formare l’opinione pubblica.

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