Raid su Iran, Hormuz chiuso, mercati in allarme
L’escalation militare tra Iran, Israele e Stati Uniti scuote i mercati energetici e blocca traffici marittimi e aerei nel Golfo, mentre la chiusura dello Stretto di Hormuz provoca un immediato rialzo del greggio e timori per le forniture globali. Il Brent europeo registra un incremento di circa il 10 per cento negli scambi successivi agli attacchi coordinati contro Teheran e alla risposta iraniana, che ha annunciato la serrata del passaggio strategico tra Iran, Emirati e Oman, unico sbocco per gran parte degli idrocarburi esportati dall’area.
Secondo quanto riportato da La Verità, l’impatto economico della crisi si traduce in un aumento dei prezzi di petrolio e gas con possibili ripercussioni sulle forniture di Gnl verso l’Italia e sull’export verso i Paesi del Golfo. La tensione coinvolge anche il traffico commerciale: centinaia di petroliere risultano ferme e migliaia di voli sono stati cancellati o dirottati, con passeggeri bloccati negli scali mediorientali.
La televisione di Stato iraniana e l’agenzia ufficiale di Teheran hanno confermato la morte della guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, in seguito a un attacco su larga scala attribuito a Stati Uniti e Israele. L’annuncio ha generato reazioni opposte nel Paese, con manifestazioni di piazza sia di sostenitori del governo sia di cittadini scesi a festeggiare. Proteste e raduni si sono registrati anche all’estero, da New York a Canberra.
Il presidente statunitense Donald Trump, intervenuto sulla propria piattaforma social e in dichiarazioni a emittenti americane, ha avvertito Teheran contro ulteriori azioni militari, prospettando una risposta di ampia portata in caso di nuovi attacchi. Parallelamente ha indicato la possibilità di una ripresa dei colloqui sul nucleare, sostenendo che le condizioni per una soluzione diplomatica sarebbero mutate rispetto ai giorni precedenti.
In Iran, esponenti istituzionali hanno parlato di conseguenze devastanti per i responsabili degli attacchi, mentre i lanci di missili hanno colpito obiettivi in Israele e nelle aree del Golfo. A Tel Aviv un razzo ha centrato edifici civili; disordini si sono verificati anche in Pakistan, dove manifestanti hanno preso d’assalto il consolato statunitense a Karachi. In Europa, il Belgio ha reso noto il sequestro di una petroliera russa inserita nell’elenco delle unità sanzionate dall’Unione Europea.
L’allargamento del conflitto domina le aperture dei quotidiani nazionali. Il Messaggero evidenzia l’allarme per i mercati e per gli italiani presenti a Dubai, mentre Il Sole 24 Ore sottolinea le ripercussioni finanziarie con borse sotto pressione e timori di un ritorno del greggio verso quota 100 dollari al barile. Il Giornale e Libero pongono l’accento sugli sviluppi militari e sugli scenari politici successivi alla morte della guida iraniana. Il Fatto Quotidiano richiama invece le ricadute umanitarie dei bombardamenti e le tensioni diplomatiche con gli alleati europei.
La crisi investe anche l’Italia sul piano politico e operativo. Il ministro della Difesa Guido Crosetto è rientrato da Dubai con un volo militare, mentre il governo monitora la situazione dei connazionali nell’area. Le forze armate italiane presenti nei teatri mediorientali risultano in stato di massima allerta.
Con lo Stretto di Hormuz bloccato e i traffici rallentati, la comunità internazionale osserva l’evolversi di una crisi che intreccia dimensione militare, energetica e diplomatica, in un contesto di forte instabilità regionale e con effetti immediati sull’economia globale.

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