Raid incrociati, mercati in allarme globale
L’allargamento del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran domina le prime pagine dei quotidiani nazionali e internazionali. L’offensiva militare e la risposta di Teheran aprono una fase definita da molti osservatori come la più critica degli ultimi anni per l’intera area mediorientale, con ripercussioni dirette sui mercati energetici e sugli equilibri geopolitici.
L’UNITÀ apre con il riferimento all’“asse del male” e alla prosecuzione della guerra, descrivendo una strategia che rischia di estendere ulteriormente il teatro delle operazioni. Il quotidiano sottolinea il ruolo del presidente statunitense e del premier israeliano in un quadro di tensione crescente, mentre si moltiplicano i timori per un’escalation fuori controllo.
Su IL DUBBIO spazio al commento dedicato alla leadership americana e all’ipotesi di un possibile impiego di truppe di terra. Il giornale richiama i bombardamenti in Libano, l’utilizzo di droni su Cipro e l’ampliamento del fronte. Si evidenzia inoltre l’andamento dei prezzi energetici: gas in forte rialzo, petrolio in crescita e preoccupazioni per un eventuale blocco dello Stretto di Hormuz.
DOMANI parla di Medio Oriente in fiamme, riferendo di attacchi su Beirut e di una strategia statunitense volta a colpire obiettivi militari fino all’esaurimento delle capacità missilistiche avversarie. Viene riportato l’abbattimento di velivoli e l’estensione del conflitto a una dimensione regionale.
Secondo AVVENIRE, le vittime in Iran superano le cinquecento unità, con morti anche a Beirut e Gerusalemme. Il quotidiano richiama l’appello del Pontefice contro una deriva irreparabile e segnala l’attacco a una base britannica a Cipro attribuito a Teheran. Si riporta inoltre la posizione francese sull’eventuale rafforzamento della deterrenza nucleare.
IL MESSAGGERO titola sull’intenzione americana di disarmare l’Iran, mentre il conflitto nel Golfo si espande. Missili israeliani colpiscono il Libano e non viene esclusa l’opzione dell’intervento terrestre. Il giornale romano dedica spazio anche alla tragedia avvenuta nella capitale, dove un’auto in fuga dalla polizia ha causato la morte di un’intera famiglia: padre, madre e figlio. La Procura di Roma procede con l’accusa di omicidio con dolo eventuale nei confronti degli occupanti del veicolo.
IL SOLE 24 ORE analizza le ripercussioni economiche: crollo dei transiti marittimi da Hormuz, aumento dei prezzi del gas e del greggio, volatilità sui mercati finanziari. Si segnala la sospensione della produzione di gas liquefatto in Qatar e il conseguente balzo delle quotazioni energetiche, con possibili effetti sull’inflazione e sui trasporti.
IL FATTO QUOTIDIANO evidenzia l’impatto sulle bollette e il rischio di una guerra lunga, riportando l’ipotesi di un coinvolgimento diretto di forze terrestri. Ampio spazio è dedicato anche al confronto politico interno e alle richieste delle opposizioni di un’informativa parlamentare sulla crisi.
Per LA STAMPA, la Casa Bianca valuta l’invio di militari mentre Israele prepara nuove operazioni in Libano. Il quotidiano torinese sottolinea le preoccupazioni per le scorte di munizioni e per l’eventuale compattamento delle alleanze regionali.
IL MANIFESTO descrive Teheran come un campo di battaglia dopo i bombardamenti congiunti di Stati Uniti e Israele. Viene riportata la chiusura dello Stretto di Hormuz agli allarmi navali e la sospensione delle attività energetiche in alcuni Paesi del Golfo.
Sul fronte interno, le testate locali dell’Umbria raccontano il rientro dei primi italiani bloccati negli Emirati Arabi e le testimonianze di connazionali ancora in attesa di rimpatrio.
La crisi in Medio Oriente resta dunque al centro della scena internazionale, con effetti immediati su sicurezza, energia ed economia globale, mentre il conflitto continua a espandersi su più fronti.

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