Maxi operazione antimafia nel Salento: 87 arresti
Maxi operazione antimafia – Nella mattina del 29 gennaio 2025, i Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, con il supporto della Legione Puglia e delle unità specializzate, hanno eseguito un’operazione antimafia in Lecce e altri 22 comuni della provincia. L’azione ha coinvolto più di 470 militari, tra cui i baschi rossi dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Puglia” e unità dell’11° Reggimento “Puglia” di Brindisi.
La misura cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Lecce su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, ha portato all’arresto di 87 individui su 112 indagati, tra cui 56 detenuti nella Casa Circondariale e 31 agli arresti domiciliari. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e altri reati, inclusi vari episodi di estorsione aggravati dal metodo mafioso.
L’operazione, denominata “SUD EST”, ha visto la partecipazione del Nucleo Cinofili e degli elicotteristi del 6° Nucleo Elicotteri di Bari. Alcuni destinatari del provvedimento sono stati rintracciati e arrestati nelle province del Nord Italia, mentre altri venti soggetti già detenuti hanno ricevuto il provvedimento in carcere.
Le indagini, condotte dal 2020 al 2024 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, hanno svelato l’esistenza di un’associazione mafiosa nella provincia di Lecce, capeggiata da un detenuto già condannato per mafia, collegato a due gruppi criminali dediti al narcotraffico nel Salento. L’indagine ha evidenziato come il traffico di droga costituisca il core-business della mafia leccese, con nuove collaborazioni tra gruppi criminali del Salento.
Gli arrestati includono figure di spicco come Antonio Marco Penza, già condannato per associazione mafiosa, Andrea Leo, operante nei territori di Vernole e Melendugno, e Francesco Urso, attivo ad Andrano. Ciascun gruppo criminale avrebbe una struttura verticistica con gerarchie stabili, interscambiabilità dei ruoli e disponibilità di armi.
Le attività investigative hanno anche svelato piazze di spaccio strutturate nella provincia di Lecce, come Racale, Tricase, Scorrano e Maglie, gestite da affiliati al gruppo Penza. Il Giudice ha contestato a 18 indagati l’appartenenza all’associazione mafiosa e la capacità di Penza di gestire il clan dalla prigione, garantendo continuità e incremento dei traffici illeciti.
Un capitolo dell’indagine riguarda un tentato omicidio del 2014 a Lecce, in cui il 46enne Massimo Caroppo fu ferito da colpi di arma da fuoco. I Carabinieri hanno identificato i presunti responsabili, grazie anche alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
Gli indagati affrontano 127 capi di imputazione, tra cui associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione, violazione delle norme sulle armi e altri reati. Durante l’indagine, sono stati eseguiti 25 arresti in flagranza e sequestrati quasi 40 chilogrammi di droga, armi e munizioni.
Sono in corso sequestri preventivi per la confisca di beni accumulati illecitamente, tra cui immobili, auto e conti finanziari, per un valore di circa 1,7 milioni di euro. Tra i beni sequestrati, anche una pizzeria nel centro di Lecce.
Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e seguirà l’interrogatorio di garanzia. L’eventuale colpevolezza degli indagati sarà accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

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