Volontari e cittadini uniti per pace, diritti e solidarietà
La Marcia della Pace PerugiAssisi 2025 ha riportato in Umbria un’imponente partecipazione popolare, con migliaia di cittadini che hanno percorso a piedi il tragitto tra Perugia e Assisi, ribadendo il valore universale della pace e della fratellanza tra popoli. L’edizione di quest’anno, tra le più partecipate degli ultimi due decenni, ha rappresentato un momento di profonda emozione e riflessione, inserendosi in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, sottolineando l’importanza di camminare insieme per un futuro condiviso, secondo quanto riportato dalla fonte del comunicato (aun).
Il percorso ha attraversato le colline umbre in una cornice di speranza, accompagnato da un fitto susseguirsi di bandiere e simboli di pace. L’arrivo ad Assisi nel pomeriggio ha trasformato le strade della città in una vibrante festa di colori e sentimenti, culminando nella piazza inferiore di San Francesco. Qui, vicino alla basilica che custodisce le spoglie del Poverello, si sono intrecciate le bandiere di Palestina e Israele, accanto a quelle di Russia e Ucraina, con i vessilli arcobaleno a simboleggiare l’unità e la convivenza, valori fondanti della Marcia.
“La nostra marcia è la somma di tutte le piazze che hanno contribuito a un primo passo verso la pace in Palestina. Insieme possiamo davvero cambiare il mondo”, ha commentato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, sottolineando il significato dell’articolo 11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra e difendere questo principio significa proteggere la dignità del nostro Paese e il futuro delle nuove generazioni”, come evidenziato dalla fonte (aun).
L’organizzazione dell’evento è stata affidata a una macchina logistica imponente coordinata dalla Prefettura di Perugia, con un ruolo centrale della Protezione Civile regionale. Sono stati impiegati 190 volontari con 66 mezzi operativi dislocati nei comuni di Perugia, Torgiano, Bastia Umbra e Assisi, affiancati da 99 volontari sanitari, 25 funzionari regionali e 20 medici e operatori del 118. A Santa Maria degli Angeli è stato attivato il Posto medico avanzato, fulcro della catena sanitaria dei soccorsi, come segnalato dalla fonte (aun).
Il sistema sanitario ha garantito assistenza costante, con 13 ambulanze del volontariato, 2 mezzi del 118, 5 veicoli per trasporto persone fragili, 4 pulmini di supporto e 5 squadre appiedate dotate di defibrillatore, totalizzando 38 interventi sanitari e 40 assistenze a persone in difficoltà. La Protezione Civile ha inoltre assicurato copertura radio lungo l’intero percorso, con apparati distribuiti a referenti regionali, comuni, volontari e funzionari. Gazebo di assistenza sono stati allestiti a Santa Maria degli Angeli e presso la stazione ferroviaria, insieme a otto pulmini per il trasporto di persone con disabilità o mobilità ridotta.
Imponente anche la gestione dei trasporti: oltre duemila passeggeri sui treni diretti a Foligno, cinquemila verso Perugia, cinquecentoventi autobus dedicati alla Marcia e centotrenta riservati ai turisti, a conferma di una partecipazione che ha superato ogni previsione. Alla Marcia ha aderito anche il personale sanitario con l’iniziativa “Umbria in Salute per la Pace”, coinvolgendo circa 400 operatori, medici e volontari, a sottolineare come la tutela della salute sia parte integrante del diritto alla pace.
Proietti, che ha seguito le operazioni anche dal Coc, ha espresso gratitudine a tutte le realtà coinvolte: prefettura, questura, forze dell’ordine, volontari, personale sanitario e Protezione Civile, per aver garantito sicurezza, accoglienza e assistenza lungo tutto il percorso, secondo quanto riportato dalla fonte del comunicato (aun).
La Marcia 2025 si è conclusa con un messaggio chiaro e potente: la pace non è un’utopia, ma una responsabilità condivisa. Attraverso l’impegno civile, la partecipazione attiva e la solidarietà, il cuore verde dell’Italia ha lanciato un invito concreto a difendere i diritti, promuovere la fraternità e costruire un futuro più equo e sicuro per le nuove generazioni.

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