Luca Barberini, ex assessore regionale, interviene in aula e difende la sanità umbra



Luca Barberini, ex assessore regionale, interviene in aula e difende la sanità umbra

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato questa mattina il Rendiconto generale dell’amministrazione regionale per l’esercizio finanziario 2018. Dopo le relazioni di Andrea Smacchi (Pd) e Maria Grazia Carbonari (M5S), l’Aula ha espresso 12 sì (Pd, SeR, Misto ‘Articolo1’, Misto ‘Liberi e forti’) e 7 no (M5S, Forza Italia, FdI, Misto ‘Rp-Ic’, Misto ‘Umbria Next’, Misto ‘Fiorini per l’Umbria’). Luca Barberini, l’ex assessore regionale alla Sanità, oggi è tornato a far sentire la sua voce in Assemblea legislativa. E lo ha fatto nella veste di consigliere regionale, per la prima volta dopo le dimissioni per essere stato coinvolto nell’indagine sui presunti concorsi ‘pilotati’ all’ospedale di Perugia. Barberini è intervenuto durante la seduta dedicata al rendiconto della Regione per l’esercizio finanziario 2018.

Barberini ha ribadito l’ottima amministrazione della Giunta regionale e dei vertici delle aziende ospedaliere. Difendendo le scelte “grazie alle quali riusciamo ad avere un sistema sanitario regionale di livello”. “Che il nostro sistema sanitario sia di livello – ha sottolineato l’ex assessore – ce lo dicono tutte le certificazioni possibili e immaginabili, ma anche organismi e certificatori che non appartengono alla nostra sfera politica. L’attuale Governo, notoriamente non vicino al centrosinistra, ha confermato che il sistema sanitario umbro ha equilibrio e qualità nei servizi assistenziali”.

Il suo intervento in aula:
Luca BARBERINI (PD): “È STATO FATTO UNO SFORZO PER NON LASCIARE DEBITI ALLE GENERAZIONI FUTURE, che NON SONO STATE AUMENTATE LE TASSE, COME IN NESSUNA ALTRA REGIONE È ACCADUTO

“Atto tecnico che viene invece utilizzato nella discussione odierna come campagna elettorale, così si annunciano straordinarie iniziative che cambieranno il corso della Regione grazie a chi verrà dopo. Ma si sparano balle colossali, invece il rendiconto della Regione Umbria dimostra che è stato fatto uno sforzo per non lasciare debiti alle generazioni future, che non sono state aumentate le tasse, come in nessuna altra regione è accaduto. Nel documento ci sono fondi per i rischi accantonati a tutela delle scelte fatte, ma qui oggi sembra che questa sia una criticità di bilancio, mentre invece ci sono 30milioni di accantonamenti di cui risorse utilizzate solo per 161mila euro.

Non aumentando le tasse non togliamo risorse al sistema produttivo e ai cittadini, allo scopo di garantire prosperità e sviluppo. No incrementi nella fiscalità ma semplificazione e riduzione. Questo è ciò che si evince dal rendiconto. Stupefacente poi che si critichi l’equilibrio dei conti in sanità come se non fosse un dato positivo ma ci fosse sotto chissà quale magagna.

Andate a dirlo ai cittadini delle regioni italiane dove non si possono fare assunzioni nemmeno per supplire al turn over, oppure si aumenta l’Irap per compensare il deficit degli anni precedenti. Da noi non c’è deficit da ripianare e c’è invece un sistema sanitario di alto livello, come viene certificato dallo stesso governo attuale, certamente non vicino al Pd.

Ci riconoscono qualità nei servizi assistenziali. Non lasciamo alle future generazioni debiti e inefficienze. Ed è anche la prima volta che una PA paga in tempi strettissimi e garantisce liquidità ed efficienza al sistema economico regionale. Queste sono le certezze che emergono dal rendiconto”.

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