Lega Umbria dopo Politiche 2018, intervista al senatore Stefano Candiani

Gli errori che ha fatto il PD nella gestione della Regione sono sotto gli occhi di tutti

Lega Umbria dopo Politiche 2018, intervista al senatore Stefano Candiani

PERUGIA – «Permettetemi prima di tutto un ringraziamento ai tanti che hanno lavorato per questo successo elettorale, non è frutto del lavoro di un singolo, ma è frutto di una grande squadra e di un grande popolo che ci ha creduto». E’ quanto ha detto il Senatore Stefano Candiani, durante la conferenza stampa, organizzata da Lega Umbria, sul risultato elettorale.

Il senatore Candiani ringrazia tutti: «Ci sono stati sostenitori, gente appassionata che nulla ha chiesto se non di avere un cambio. C’è stato anche chi si è messo direttamente a disposizione perché le liste sono state composte anche con chi ha partecipato non risultando alla fine eletto, ma senza quella partecipazione fondamentale non ci sarebbe stata nessuna vittoria del gruppo, quindi ringrazio tutti i candidati che si sono resi disponibili».

Ringrazia anche l’avvocato Aiello: «Ringrazio chi con fatica ha collaborato a coordinare, l’avvocato Aiello che qua a coordinare tutta questa macchina che veramente oggi è in moto ed è formidabile nella sua capacità di rappresentazione politica»».

«E’ lavoro – ha detto Candiani – fatto negli anni in consiglio regionale, sul territorio, dalle sezioni, dai singoli che ci hanno rappresentato in consiglio comunale, in opposizione, in maggioranza, insomma a ciascuno dei militanti e sostenitori che ha fatto la propria parte per costruire questo successo.

Matteo Salvini ha dato una spinta fondamentale: «Noi oggi abbiamo un’opportunità unica, quello di riprendere a fare politica con buon senso, una cosa talmente semplice, banale da essere rivoluzionaria. Su questa base – ha spiegato il senatore – il consenso è arrivato, su delle proposte molto chiare, sul lavoro, sulla sicurezza, sull’economia, sull’agricoltura, su tutti gli ambiti, compreso quello fiscale, sul quale abbiamo fatto delle proposte. Abbiamo raccolto un ampio consenso intorno al nostro programma».

Vadano a casa: «A noi adesso spetta un altro compito, quello di completare quella che definì un mese fa la prima pagina della rivoluzione, che deve portare l’Umbria a cambiare, da qui alle elezioni regionali del 2020. Lo abbiamo visto nel percorso che ci ha caratterizzato in questi anni. Ogni volta che la Lega si è presentata ha riscosso consenso in base a una proposta che è semplicemente di cambiamento. E’ evidente che occorre discontinuità, gli errori che ha fatto il PD nella gestione della Regione sono sotto gli occhi di tutti. Adesso si devono dimettere o andare a casa. Non chiediamo neanche questo, ma abbiamo pietà, abbiano loro pietà dei cittadini umbri. Facciano almeno quel minimo indispensabile che non siano danni, concludono velocemente la consigliatura e se non sono in grado di governare si facciano da parte. Noi siamo pronti ad andare governo, siamo pronti andare al governo Nazionale, siamo pronti andare al governo delle città dell’Umbria che andranno alle lezioni nelle prossime settimane, siamo pronti ad andare al governo dell’Umbria».

E’ infine conclude dicendo: «E’una grande soddisfazione che corrisponde anche una crescita come struttura da parte della Lega. Tutta l’Italia è tutto il Centro Italia ha avuto un risultato di Lega straordinario in Umbria un po’ più. Questo è frutto del lavoro fatto dai tanti sostenitori e militanti sul territorio e a questi va riconosciuto veramente un grande merito, dalle piccole singole iniziative nel comune più sperduto di campagna, con gli agricoltori, fino arrivare alle iniziative più importanti nel capoluogo. Nei prossimi giorni andremo anche a costruire una struttura ancora più organizzata sul territorio che ci consenta di dare rappresentanza a Umbertide e andare al voto con una Lega che sia determinata a prendere il comune. A Terni con una Lega che sia determinata ad avere la responsabilità di esprimere sindaco e degli altri comuni. In ciascuna di queste realtà vogliamo dare quella svolta che è fondamentale per garantire agli umbri di ritornare centrali sulle scelte della politica».

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